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I luoghi comuni del calcio e due romanzi sulla boxe

I luoghi comuni del calcio e due romanzi sulla boxe

Una divertente raccolta di luoghi comuni e frasi fatte sul calcio, accompagnati da 20 racconti d'autore. E due splendidi romanzi sul pugilato: "Città amara", che John Huston trasformò in un bellissimo film, e "Il campione ritrovato", dell'autore di "Open".

di Massimo Grilli

martedì 29 settembre 2015 17:41

«Mi raccomando, non titoliamo “Ci aspettano dieci finali”, per favore…». In redazione, una raccomandazione come questa si ripete ogni anno, ciclicamente, verso marzo o aprile, quando comincia il conto alla rovescia delle ultime giornate di campionato e giocatori o allenatori tirano fuori la frase sulle finali. Ma il calcio vive anche di questi luoghi comuni, lo sappiamo tutti e ci divertiamo anche a ripeterli tra noi (tanto prima o poi in qualche titolo finiscono…). Da “gol sbagliato gol subito” a “la lotteria dei calci di rigore”, da “non esistono più le bandiere” a “il calcio africano è il futuro, tra vent’anni vincerà il Mondiale”, questo divertente libro è appunto una raccolta delle frasi fatte che contribuiscono a comporre l’epica del calcio, divise per settori (allenatori, calciatori, telecronisti, scuse e accuse, interviste post partita, c’è anche un omaggio alla prosa di Bruno Pizzul…) e unite tra loro da venti brevi racconti d’autore (più una postfazione di Stefano Benni) quasi tutti molto godibili. Ricordi personali, episodi reali o di fantasia, che hanno sempre come protagonista il luogo comune calcistico. Perché tanto, alla fine, hanno deciso gli episodi.
HANNO DECISO GLI EPISODI, 20 racconti sul calcio e i suoi luoghi comuni; a cura di Paolo Soglia, con uno scritto di Stefano Benni. Edizioni Pendragon, 165 pagine, 14 euro.

Due uomini che si battono a mani nude, il più forte vince. Sarà la sua semplicità, che soddisfa la nostra atavica voglia di violenza, ma il pugilato ha sempre attirato l’attenzione degli scrittori, e non a caso la buona letteratura sportiva è ricca di libri sulla Noble Art. Bene ha fatto allora la casa editrice Fazi a ristampare, con una nuova traduzione, il capolavoro di Leonard Gardner, quel “Città amara” da cui John Huston ha tratto parecchi anni fa uno splendido film. E’ considerato uno dei grandi romanzi dedicati al pugilato, ma anche - come ha scritto Joyce Carol Oates «un manuale del fallimento, dove la boxe rappresenta l’attività naturale di uomini totalmente incapaci di comprendere la vita». Le vicende di Ernie Munger e Billy Tully, i due protagonisti, che vivono e si allenano nella città di Stockton, in California, alla ricerca di un ingaggio tra i professionisti - tra amori sfortunati, sbornie epiche e squallidi bar - disegnano alla perfezione l’America di quelli che non ce la fanno, che restano indietro, «il rovescio del sogno americano». Da non perdere nemmeno “il campione ritrovato”, splendido libro scritto una ventina di anni fa da J.R. Moehringer, sì proprio quel giornalista che ha raccolto le confessioni di Agassi trasformandole nell’indimenticabile “Open”. Questa volta Moehringer si mette alla ricerca di un campione, Bob Satterfield, uno dei pesi massimi più forti - ma dalla carriera sfortunata - degli Anni ‘40 e ‘50, scomparso e (forse) riapparso all’improvviso. Una ricerca che diventa una ossessione, tra obitori, chiese, palestre, archivi di polizia, fino a diventare una indagine sui misteri dell’uomo, sul rapporto tra padri e figli, su quanto siamo disposti a ingannare e ad ingannarci. Perché alla fine «non impari niente - spiega all’autore un vecchio pugile - finché non sei stanco».
CITTA' AMARA, di Leonard Gardner; Fazi Editore, 203 pagine, 17,50 euro
IL CAMPIONE E’ TORNATO, di J.R. Moehringer; Piemme edizioni, 80 pagine, 14 euro.

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