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Trapattoni si racconta e due libri sul Torino

Trapattoni si racconta e due libri sul Torino

L'autobiografia di Giovanni Trapattoni, icona dei nostri allenatori, e due libri sul Torino: i dieci anni di Cairo presidente e la leggendaria tourneè che i granata (e la Pro Vercelli) fecero cento anni fa in Sudamerica, sullo sfondo dell'inizio della Grande Guerra

 Massimo Grilli

venerdì 16 ottobre 2015 17:40

Non dire gatto, vedi alla voce Trap. La sua storia, da Cusano Milanino al mondo, raccontata all'amico Bruno Longhi, voce storica di Mediaset, in un dopo cena di quelli dove ci si confessa, riavvolgendo il film della propria vita. Alla fine della lettura, il risultato è: Giovanni Trapattoni, uno e pure centomila. C'è il bambino della Bernasciola, una cascina dove vivono undici famiglie, che attraversa con ingenuità e furbizia contadina l'Italia che si rialza dopo la Seconda Guerra Mondiale. C'è l'adolescente che lavora, e però gioca, e un po' lavora, perché ha il senso del dovere, e un po' gioca, perché è la sua vita. Ci sono gli esempi, primo fra tutti il padre (a proposito, capirete da chi e perché il Trap ha mutuato il celebre fischio con le due dita nella bocca). C'è il calciatore del Milan, due scudetti e due Coppe dei Campioni in sedici anni rossoneri. C'è il giovane allenatore chiamato dalla Juventus: la più vincente delle scommesse. C'è il tecnico che - per l'appunto in bianconero - trionfa ovunque; c'è l'avventuriero che va a caccia di trofei tra Germania e Austria e Portogallo, piantando bandierine e seminando il suo verbo. Ci sono le piccole superstizioni: il 17 è il suo numero fortunato, tutto ciò che gli capita di bello è datato 17. Ci sono campionissimi e gregari, amici di una vita e funamboli conosciuti in un attimo: da Pelè a Liedholm, da Platini a Marocchino, da Rocco a Rivera. C'è il ct della nazionale (rimpianti? molti, legati soprattutto al colpo di mano di un tale Byron Moreno nel 2002). C'è il marito che racconta con dolcezza quasi cinquant'anni al fianco della moglie Paola. C'è molto Trap, in questa biografia. C'è la storia di un uomo di calcio, che al calcio si è consegnato completamente, anima e cuore, e dal calcio ha avuto indietro molto. (furio zara)
NON DIRE GATTO, La mia vita sempre in campo, tra calci e fischi; di Giovanni Trapattoni con Bruno Longhi, ed. Rizzoli, 297 pagine, 18 euro.

Sono i giorni del Torino, dall’anniversario della tragica scomparsa di Gigi Meroni alla ripresa dei lavori per il leggendario Filadelfia, e due libri, usciti recentemente, perpetuano l’epica della squadra granata. Straordinaria l’opera di Marco Sappino, che lavorando su cronache antiche e sfruttando l’eccezionale archivio di Vittorio Pozzo ci riporta indietro di un secolo, alla tournée che il Torino - allora guidato dal futuro Commissario Tecnico dell’Italia due volte Campione del Mondo - e la grande Pro Vercelli (i “bianchi” piemontesi avevano già vinto cinque campionati italiani) fecero in Sudamerica nel 1914, proprio allo scoppiare della Grande Guerra. Una avventura picaresca e indimenticabile, ricca di incontri con grandi personaggi e con la moltitudine dei nostri immigrati. Al ritorno in Italia, due mesi dopo la partenza, ad attendere i trenta eroi delle prime domeniche calcistiche del nostro Paese saranno le cartoline precetto, con la destinazione in prima linea da raggiungere. Il libro si chiude proprio con l’elenco dei 389 calciatori - divisi per squadre - che hanno perso la vita nella Prima Guerra Mondiale. L’altro libro ci porta invece a contatto del Torino del terzo millennio, quello contrassegnato dai dieci anni di Urbano Cairo alla presidenza. Un libro su Cairo edito dalla sua casa editrice: confessiamo che ci eravamo avvicinati con una certa diffidenza, invece il libro è divertente, scorre bene e si fa leggere con piacere. Questo grazie al contributo di dieci autori granata - da Culicchia ad Aldo Grasso, da Ormezzano a Malvaldi (e con la prefazione di Don Aldo Rabino, sacerdote di pura fede granata, scomparso poco prima dell’uscita del libro) che raccontano il proprio rapporto con la squadra granata, omaggiando - da Valentino Mazzola a Quagliarella, autore del gol che ha deciso l’ultimo derby - la storia di una squadra che appartiene alla leggenda del nostro calcio. Da non dimenticare che i ricavi del libro andranno alla Fondazione Stadio Filadelfia.
LA GRANDE GUERRA AI TROPICI, l’avventura sudamericana del Torino e della Pro Vercelli; di Marco Sappino, Imprimatur Editore, 332 pagine, 18 euro.
URBANO CAIRO, 10; dieci autori granata raccontano dieci anni di presidenza del Torino FC; di autori vari, Cairo Editore, 149 pagine, 10 euro.

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