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Il calcio nella Germania Est e la storia illustrata di Dorando Pietri

Il calcio nella Germania Est e la storia illustrata di Dorando Pietri

Protagonisti, storie e partite del calcio ai tempi del Muro. E poi una graphic novel dedicata al maratoneta di Carpi e alla sua sfortunata impresa alle Olimpiadi del 1908

 Massimo Grilli

giovedì 10 novembre 2016 18:42

Il calcio nella Germania Est e la storia illustrata di Dorando Pietri
(Furio Zara) Come un archeologo dentro la caverna del passato scopre incisioni che raccontano storie meravigliose così Roberto Brambilla in «C’era una volta l’Est» (Edizioni Incontropiede), libro prezioso che ci fa - appunto - scoprire cos’era il calcio ai tempi della DDR. Com’era vissuto, di cosa si nutriva, quali erano gli attori che salivano sul palco, chi teneva su il palco (vedi alla voce Stasi). Il calcio della Repubblica Democratica Tedesca - per una certa generazione - è stato per decenni un mondo misterioso, sfuggente, avvolto da nebbie fitte, cupo, probabilmente triste. Trionfava la pallonata proletaria, molti gol erano in fuorigioco rispetto alla Storia, la giustizia in area di rigore era un’utopia socialista, il doping veniva accettato in nome del progresso, gli arbitri non erano corrotti, semplicemente tenevano famiglia. Era la Germania Est. Ma tutto questo non si vedeva. Il merito di Brambilla è quello di alzare il sipario. Oplà. Ecco Peter Ducke, Peter il Nero, idolo del Carl Zeiss Jena, talento purissimo negli anni ‘60; ecco Reinhard Lauck che troviamo in fin di vita steso su un marciapiede di Prenzlauer Berg, in quella che una volta era Berlino Est; ecco Andreas Thom, il primo calciatore a passare al di là del Muro, dalla Dynamo Berlino al Bayer Leverkusen (dicembre 1989, il Muro era caduto da poco più di un mese, quello fu il primo trasferimento legale). Di questi piccoli grandi eroi che la Storia ci ha occultato, il bravo Brambilla narra vita, opere e miracoli e alla fine ce li restituisce impregnati di una verità che ci era sfuggita, guardavamo semplicemente dall’altra parte e nella Germania Orientale si giocava a calcio - e si facevano tante altre cose - sotto la cappa dell’oscurantismo.
C’ERA UNA VOLTA L’EST-STORIE DI CALCIO DELLA GERMANIA ORIENTALE, di Roberto Brambilla, solo su ebook su tutti i principali store on-line, 4,99 euro

Il calcio nella Germania Est e la storia illustrata di Dorando Pietri
«La grande impresa dell’italiano non potrà mai essere cancellata dagli archivi dello sport, qualunque possa essere la decisione dei giudici». La prosa di sir Arthur Conan Doyle, l’inventore di Sherlock Holmes, presente sugli spalti londinesi - in rappresentanza del Daily Mail - quel caldissimo 24 luglio del 1908, giorno della maratona olimpica, è ormai storia e racchiude alla perfezione il senso dell’impresa di Dorando Pietri, il cui nome - se anche non figura nell’albo d’oro della corsa più importante - resta però un simbolo immortale nella mitologia sportiva come emblema della sofferenza agonistica e della volontà di spingersi ai confini della propria resistenza fisica. La corsa di questo ragazzo emiliano, crollato a pochi metri dal traguardo di arrivo, aiutato dai giudici a risollevarsi e per questo squalificato a beneficio dell’americano Hayes, torna in questa bellissima graphic novel, illustrata da Luca Ferrara e sceneggiata da Antonio Recupero, dove il disegno, il colore, i testi, ricostruiscono alla perfezione - con un incastro a flashback - la vita particolare di un garzone di pasticceria, dalle gambe tanto magre e tanto storte, che si scopre quasi per caso portato per la corsa, fino ad arrivare appunto a pochi metri dalla medaglia olimpica, passando poi dalla grande delusione per la vittoria sfumata alla soddisfazione per la coppa d’argento che la regina Alessandra volle comunque assegnargli - sembra su iniziativa proprio di Conan Doyle - per compensarne la mancata vittoria. E poi l’infanzia difficile, prima a Correggio e poi a Carpi, le prime sfide italiane, il rapporto con il fratello Ulpiano, i successi in America dopo le Olimpiadi, anche l’ombra del doping e delle scommesse, fino ad arrivare al Grand Hotel Dorando di Carpi, l’ultima avventura che non ebbe grande fortuna. Una storia tra dramma e redenzione che ancora ci appassiona e ci emoziona. Una storia, appunto, di cuore e di gambe.
DORANDO PIETRI, una storia di cuore e di gambe; di Antonio Recupero e Luca Ferrara; Edizioni Tunuè, 112 pagine, 16,90 euro.

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