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Gli argentini della Juve e la parabola di Ali

Gli argentini della Juve e la parabola di Ali

Da Orsi a Cesarini, da Sivori a Dybala, storie e curiosità degli argentini che hanno indossato il bianconero. E poi la straripante esistenza di Muhammad Ali raccontata da Federico Buffa

 Massimo Grilli

martedì 13 giugno 2017 13:45

E’ davvero un lungo e romantico tango, quello ballato tra l’Argentina e la
Juventus. Il grande Salvatore Lo Presti (ancora rimpiangiamo il suo
Almanacco del Calcio Mondiale) è una bella rivisitazione dello stretto
legame tra la società bianconera e la nazione sudamericana. Da Sivori a Higuain, da
Mumo Orsi a Dybala, sono tanti i campioni (e alla Juventus poteva arrivare
anche il più grande di tutti, un certo Diego Armando eccetera eccetera…)
che hanno condiviso gol e prodezze con questi colori. Una storia
ultracentenaria, la loro, perché il debutto di un giocatore argentino in
bianconero (quel giorno anzi furono tre, i fratelli Ernesto e Romulo
Boglietti, più Mauro Marchisio) risale al 12 ottobre del 1913, 3-1 nel
campionato di Prima Divisione alla Racing Libertas di Milano. Lo Presti
passa in rassegna tutte le storie dei 26 argentini che hanno giocato con
la Juventus, scandagliandone curiosità e stranezze. Dai tre assi
naturalizzati italiani che sono diventati campioni del Mondo (Monti e Orsi
nel ’34, Camoranesi nel 2006) a Renato Cesarini, passato alla storia per la sua “zona”, da
quelli magari poco conosciuti (Calvanese, Maglio, Vairo..) a Tevez e
Trezeguet, un bel racconto arricchito dai dati delle carriere dei giocatori e da interessanti testimonianze.
TANGO BIANCONERO, dai fratelli Boglietti a Dybala e Higuain; di Salvatore
Lo Presti, Edizioni Bradipolibri, 258 pagine, 15 euro.

Federico Buffa è un personaggio di culto nel mondo di un certo giornalismo
sportivo (anche se non siamo sicuri che all’interessato piaccia troppo
questa etichetta), quello che privilegia il racconto al gossip, le storie
alle forzature. E noi che ci sentiamo un po’ orfani delle sue telecronache
di basket ci siamo nel tempo adattati a consolarci, e tanto, con le sue
felici incursioni nelle vite dei grandi campioni dello sport. E’ proprio,
immaginiamo, dal suo ultimo viaggio, sulle tracce del grande Cassius
Clay-Muhammad Ali, che è nata l’idea di questo libro, scritto insieme con
Elena Catozzi, dedicato a colui che è stato - per le tante sfaccettature
della sua personalità - probabilmente il più importante atleta nella storia dello
sport. Dal furto di una bicicletta subito nel 1954 a Louisville da un
bambino di undici anni - che per vendicarsi di quel sopruso decise di
entrare in una palestra di boxe - fino alla lotta impari con il morbo di
Parkinson, Buffa e Catozzi ci raccontano le grandi imprese sportive del
pugile ma anche la straripante personalità dell’uomo. Un viaggio
emozionante e commovente, dal Rumble in the Jungle di Kinshasha al rifiuto
della guerra in Vietnam, arricchito da una splendida playlist di 32
canzoni, a cura di Massimo Oldani, per meglio capire l’universo di Ali.
MUHAMMAD ALI, un uomo decisivo per giorni decisivi; di Federico Buffa e
Elena Catozzi; Rizzoli Editore, 362 pagine, 19 euro.

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