Un amarcord bianconero, il Tottenham e il calcio nei Balcani
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Un amarcord bianconero, il Tottenham e il calcio nei Balcani

I ricordi juventini dello scrittore Ernesto Ferrero, e due libri sul calcio estero: la storia del Tottenham e un viaggio nei Balcani

«Com’era semplice e diretto, com’era umano, il calcio degli Anni Cinquanta. Com’era fisico. Si distribuivano botte assassine come in un duello rusticano, e nessuno se ne lamentava. Il clima era quello di Fronte del porto…». Ernesto Ferrero ci aveva già ammaliato con i suoi “N.” e “L’anno dell’indiano” e ora ci sorprende con questa felice incursione nel calcio, nel calcio della sua infanzia, bisognerebbe specificare. Siamo a Torino, a cavallo tra gli Anni Cinquanta e Sessanta, e il mondo del pallone appare ad un ragazzo di quei tempi come un universo favoloso, popolato da eroi straordinari, come Charles, Sivori, Boniperti, affidato alle cronache di Niccolò Carosio e alla prosa immaginifica di Gianni Brera. Il tifo della Juventus era una prerogativa familiare (il padre, tifoso di Farfallino Borel, aveva giocato nelle giovanili bianconere, la nonna confezionava bandiere per il nipote) e l’autore non può sottrarsi, anche se lo colpisce il fascino “proletario” del Torino e del mitico Filadelfia, dove, rispetto alle partite della Juventus, «i tifosi si divertivano molto di più. Al Filadelfia, non andavano certo in cravatta e Borsalino». Tra ricordi personali (la prima volta allo stadio, per il celebre Italia-Inghilterra 0-4 del 1948) e incontri con gli altri intellettuali appassionati di calcio (da Pasolini a Soriano, da Arpino a Vittorio Sereni), affiorano splendide immagini, come quella signora che, sempre al Filadelfia, «parlava in dialetto a Loik, a Ezio Loik, chiamandolo per nome, con la pena di una madre che chiede al figlio un ultimo favore: “Falo per mi, Essio, falo per mi”». E poi le figurine di quei tempi, nelle quali «i giocatori avevano un’aria corrucciata, raramente sorridevano, e i capelli fissati dal gel», il piacere di sfogliare il Guerin Sportivo, la scoperta di Rivera e il colpo secco «come se manovrasse con micidiale precisione la stecca di un biliardo» che il sinistro di Gigi Riva imprimeva al pallone. Un amarcord familiare, il gusto di un altro calcio.
AMARCORD BIANCONERO, di Ernesto Ferrero; Edizioni Einaudi, 99 pagine, 12 euro.

La benemerita casa editrice Urbone Publishing ha da sempre un occhio di riguardo verso il calcio estero, e qui segnaliamo due recenti uscite molto interessanti. Una è la storia del Tottenham, squadra che vanta numerosi fan anche dalle nostre parti, forse ammaliati, come uno degli autori, dal genio di Glenn Hoddle, campione degli Anni Ottanta. Dalla nascita su iniziativa di alcuni studenti della “Grammar School” alla fine dell’Ottocento, nel quartiere di Tottenham allora remota periferia a nord di Londra, fino alle partecipazioni in Champions League della squadra di Pochettino, è il romanzo di una delle più importanti formazioni del calcio inglese, che non vince il campionato dal 1961 e la F.A. Cup dal ’91 ma che vanta in bacheca tre trofei internazionali (una Coppa delle Coppe e due Coppe Uefa) e che nelle ultime stagioni ha regolarmente chiuso il campionato tra le prime tre della classifica. E poi il mitico stadio White Hart Lane - attualmente se ne sta costruendo uno nuovo, fianco al vecchio - i campioni che hanno indossato la maglia degli Spurs (da Greaves ad Ardiles, da Lineker a Gascoigne), la rivalità con l’Arsenal, le parole di Tramezzani (uno dei tre italiani, con Nicola Berti e Carlo Cudicini, ad aver giocato nel Tottenham), gli appassionati di Spurs Italia, il fan club ufficiale…
Curva Est è invece un affascinante viaggio nel calcio dei Balcani, rilanciato nel Mondiale di Russia dal secondo posto della Croazia di Modric. La penisola balcanica, delimitata da una parte dal mare Adriatico e dall’altra dal mar Nero e dal mar Egeo, è un coacervo di popoli, etnie e religioni diverse, dalle tormentate vicende storiche e dagli affascinanti ancorché impolverati trascorsi calcistici (a Spalato, nel 1950, è nato il primo gruppo ultras d’Europa, la Torcida Split; Stella Rossa Belgrado e Steua Bucarest hanno vinto la Coppa dei Campioni). Il viaggio dell’autore parte da Trieste, la nostra porta verso i Balcani, per poi proseguire attraverso Croazia, Bosnia, Serbia, Macedonia, Bulgaria, Romania, Grecia e Cipro. Incontri con personaggi pittoreschi, taverne accoglienti, birre gelate, alla ricerca costante di una traccia che porti verso un pallone che rotola, uno stadio magari dimenticato, un campione del passato, da Stoichkov a Duckadam, da Pancev a Savicevic a Boban. Su tutto, il sapore acre delle guerre passate e delle rivalità presenti. Da non perdere.
TH, la storia del Tottenham Hotspur; di Mauro Bolzoni e Matteo Grazzini, prefazione di Michele Plastino; Urbone Publishing, 149 pagine, 12 euro.
CURVA EST, un viaggio calcistico nei Balcani; di Gianni Galleri, Urbone Publishing, 199 pagine, 15 euro.

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