La grande truffa che sconvolse la Fifa e due bomber di provincia
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La grande truffa che sconvolse la Fifa e due bomber di provincia

Tangenti e Mondiali, soldi sporchi e diritti Tv: un'inchiesta sulla grande truffa che ha sconvolto nel 2015 la Fifa; e poi le storie di Prisciandaro e França, tra gol e passioni

«Nel 2010, dopo che la squadra per la candidatura russa ai Mondiali aveva completato la propria presentazione alle alte sfere della Concacaf, Jack Warner (allora presidente della Federazione del Nord e Centro America di calcio, nonché vicepresidente della Fifa) si era girato verso di loro e aveva detto in tono malizioso: “E noi cosa ci guadagniamo?”». Si legge come uno spettacolare romanzo di spie e cialtroni questo splendido reportage giornalistico - in puro stile anglosassone - di una delle più grandi truffe perpetrate per anni nel mondo del calcio. Un magnifico lavoro di ricerca, scritto però come fosse un romanzo di avventura, che ruota tutto attorno alla Fifa ed ai suoi dirigenti che reggono (reggevano) le sorti del calcio mondiale, reso ancora più attuale dalle ultime rivelazioni di Football Leaks. E’ il vecchio principio del “follow the money”, reso celebre dal caso Watergate. Qui, indagando sulle dichiarazioni dei redditi di alcuni dirigenti sportivi, gli agenti federali americani si trovarono di fronte a un enorme caso di corruzione attivo da anni, un meccanismo perfettamente funzionante fatto di tangenti e riciclaggio di denaro sporco, che ruotava (anche) attorno all’assegnazione dei Mondiali (dal Sudafrica 2010 fino ad arrivare ai sospetti sui tornei in Russia e Qatar) gli accordi per il marketing e i diritti televisivi, ma anche competizioni minori come la Gold Cup o la Libertadores, per un giro d’affari che superava i 150 milioni di dollari. Poliziotti dal fiuto pregiato e luculliane cene svizzere, procuratori inflessibili e sceicchi strapieni di petrodollari. Un’inchiesta lunga anni che sfociò nella famosa incursione della polizia svizzera del 27 maggio 2015, a Zurigo, nell’elegante hotel “Baur au Lac”, durante il congresso Fifa che portò alla rielezione di Blatter, seguita però subito dopo dalle sue dimissioni, che provocarono la nomina a presidente di Infantino, a cui Bensinger regala un ritratto non proprio simpatico. In quella occasione sette funzionari della Fifa furono arrestati e subito estradati negli Stati Uniti, alcuni pesci più o meno piccoli sono finiti in carcere, ma il lavoro non è ancora finito. Aspettiamo la seconda puntata, intanto godiamoci la prima.
CARTELLINO ROSSO, come la Fifa ha sepolto il più grande scandalo della storia del calcio; di Ken Bensinger, Newton Compton Editori, 406 pagine, 14,90 euro.

Due libri per riconciliarci con una idea di calcio ben più romantica, grazie alle imprese di due piccoli grandi eroi, due formidabili attaccanti. Poveri ma belli, Jack Prisciandaro e Carlos França arrivano dalla provincia del pallone, quella che non tutti conoscono, e qui si raccontano. Gioacchino Prisciandaro, “Jack lo Squartareti”, come lo avevano soprannominato a Cremona, si è ritirato da pochi anni. Ora si occupa della sua pompa di benzina, della scuola calcio che ha aperto a Casamassima - in provincia di Bari - ed è anche osservatore per conto della Lega Nazionale Dilettanti. Gran fisico e poca paura delle mischie e dei difensori avversari, in carriera ha segnato più di trecento reti, disegnando - senza mai il supporto di un procuratore - un personalissimo giro d’Italia dei campi minori, da Monopoli dove tutto è cominciato fino ad Aosta, da Potenza a Pistoia, da Cava de’ Tirreni a Cremona, dalla prima categoria fino alla serie B, dove è arrivato a forza di gol a 34 anni. Non è riuscito a raggiungere la serie A, suo grande cruccio, ma sempre ha lasciato il ricordo di un grande lottatore, beniamino di tutte le tifoserie. Gioca invece ancora, e benissimo, Carlos França, il protagonista del secondo libro. Brasiliano con passaporto italiano e nonni di Terni, 37 anni, ha appena contribuito al ritorno del Potenza tra i professionisti ed è attualmente il cannoniere del suo girone di serie C. Una storia di calcio e di fede, di speranze e vittorie, di un tumore diagnosticato nel 2006 mentre giocava in Spagna e poi sconfitto, grazie anche all’amore della moglie Camila. Ritornando in campo dopo la malattia, Carlos cambiò anche ruolo, passando da terzino a centravanti. Ha cominciato a fare gol e non ha più smesso, dalla Triestina al Lecco, dai Chicago Fire al Potenza dove è adesso il beniamino della tifoseria. Le splendide fotografie di Tony Vece - e la bella intervista di Loscalzo dell’Ansa - raccontano proprio questo legame particolare tra il bomber e la città lucana, tra il bomber e la fede, a cui França dedica ogni prodezza. E parte del ricavato dalla vendita del libro andrà in beneficenza.
IL BOMBER DEI POVERI, Gioacchino Prisciandaro; di Mimmo Giotta, Adda Editore, 160 pagine, 15 euro.
CARLOS FRANCA BOMBER DI DIO, fotografie di Tony Vece; Zaccara Editore, 144 pagine, 22 euro.
 

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