Simo e l'amico Scirea e la leggendaria corsa di Bikila a Roma

Il giovane Simo e un amico immaginario molto particolare; e poi sessant'anni fa la maratona di Roma che consacrò Abebe Bikila

Massimo Grilli

Simo è un ragazzo che frequenta la seconda classe di un liceo scientifico del Nord Italia. Una mamma forse distratta, un papà super appassionato della Ferrari, vive intensamente le sue passioni - il calcio, gli amici - i turbamenti e le prime curve di un’età molto particolare. Simo ha anche un amico immaginario molto speciale, con cui si confronta quotidianamente, che si chiama Gae e non è altro che l’indimenticato Gaetano Scirea,
difensore della Nazionale Mondiale del 1982 e della sua amata Juventus, che non ha potuto vedere dal vivo ma di cui ha conosciuto vita e imprese grazie a Google. Vincitore dieci anni fa - con “Tifosi in vendita” - del Concorso Nazionale per il Racconto Sportivo del Coni, Michele Messina questa volta fa centro con un bel racconto di formazione, scritto con un linguaggio dedicato proprio agli adolescenti, ricco com’è di emoticon e delle abbreviazioni tante care ai nostri figli. Un anno scolastico (e una stagione di campionato) vissute tra l’immancabile sfuriata dei professori e il rapporto con una misteriosa ragazza, “Lu95”, scovata tanto per cambiare in rete. Fino al sospirato arrivo dell’estate con una vacanza in Calabria che forse darà una svolta alla sua vita. «Mi sono divertito molto a leggere le righe-pallottola di Michele Messina», scrive Roberto Beccantini nella sua prefazione, e noi sottoscriviamo il suo giudizio.
SIMO IS BACK, di Michele Messina; Writers Editor, 73 pagine, 17 euro.

Tra poco saranno passati sessant’anni. Il 10 settembre del 1960 le Olimpiadi di Roma si concludevano con il trionfo nella maratona - con il nuovo record del mondo - di un poco conosciuto atleta etiope, che di mestiere era caporale della Guardia Reale al servizio del sovrano Haile Selassie, che aveva “anticipato” la grande vittoria del suo soldato con queste parole, “Vincere a Roma sarà come vincere mille volte”. E così è stato, perché il successo di Bikila è subito diventato leggenda, e così è ancora ricordato a distanza di più di mezzo secolo, uno di quei trionfi che hanno fatto la storia delle Olimpiadi, anche perché arricchito dal particolare straordinario di una impresa compiuta a piedi nudi, come se invece di correre sui sampietrini della Città Eterna, Bikila avesse percorso i suoi amati altopiani. Coher, che ha vissuto a lungo a Roma, ci fa rivivere quei 42 chilometri vissuti quasi in apnea per le strade della Capitale, dalla partenza nel pomeriggio al Colosseo fino all’arrivo in piena notte presso l’Arco di Costantino, dando voce ai pensieri nascosti dell’atleta etiope e disegnando anche i tratti - il ritmo, la fatica, lo sprint finale - delle corse di gran fondo e facendo sfogare la voglia di rivincita di un intero continente, quello africano, che voleva far sentire la sua voce dopo la dissoluzione degli imperi coloniali.
VINCERE A ROMA, l’indimenticabile impresa di Abebe Bikila; edizioni 66THA2ND, 135 pagine, 16 euro.

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