Il romanzo degli Europei e la storia dell'Italia in maglia azzurra, e poi gli eroi dei playground

Dal 1960 al trionfo portoghese del 2016, risultati e protagonisti delle 15 edizioni del campionato europeo; e poi la storia della nazionale vista attraverso le trasformazioni sociali e politiche del nostro Paese, e gli eroi e le leggende del più famoso playground di New York
Il romanzo degli Europei e la storia dell'Italia in maglia azzurra, e poi gli eroi dei playground
Massimo Grilli

Con l’inizio del campionato europeo, al di là del significato intrinseco di una manifestazione così importante nel momento storico che tutto il mondo sta attraversando, è tornata - e ne abbiamo subito avuto conferma nella gara contro la Turchia - la voglia di nazionale, di riunirsi grazie al calcio attorno al nostro Tricolore, anche per mettere da parte i pessimi ricordi legati all’ultima grande competizione, il Mondiale in Russia del 2018, che siamo stati costretti a vivere soltanto da spettatori. E allora il bel libro di Paolo Valenti, scorrevole e molto dettagliato, può accompagnarci divertendoci in questo mese di calcio giocato. E’ il racconto delle quindici edizioni del campionato continentale, da quella del 1960 - snobbata, tra le altre, dalla Germania (allora Ovest) e dall’Italia e contesa in finale da Urss e Jugoslavia, nazioni che non esistono più - fino all’ultima, nel 2016 in Francia, vinta dal Portogallo di Cristiano Ronaldo, nella doppia veste di goleador e allenatore dopo l’infortunio, contro i favoritissimi padroni di casa. Se Germania e Spagna comandano l’albo d’oro, le sorprese nell’Europeo sono state spesso all’ordine del giorno, basti pensare alla Danimarca, che nel 1992 non doveva nemmeno partecipare e che - ammessa solo per la dissoluzione della Jugoslavia - finì invece per travolgere tutti, oppure alla Grecia, vincitrice nel 2004 contro ogni pronostico. Ogni edizione è raccontata con tutti i risultati, il tabellino della finale, il contesto storico in cui si svolse, i protagonisti, le curiosità, e non mancano anche le interviste ai nostri campioni, da Tardelli a Zoff, da Franco Baresi a Casiraghi. C’è spazio naturalmente anche per il nostro trionfo di 53 anni fa, reso drammatico dal lancio della monetina che ci regalò la finale a spese dell’Urss, e poi dalla doppia finale contro la Jugoslavia, necessaria dopo il pareggio nella prima partita all’Olimpico. La speranza di poter rivivere presto notti come quella del 10 giugno 1968 si sposa bene anche con il bellissimo libro di Colombo e Lanotte, che non vuole essere una storia del calcio, come si affrettano a spiegare gli autori, ma «un libro di storia e di calcio: uno sguardo, cioè, sulla storia d’Italia - e più specificatamente sulla storia della formazione del senso di italianità - indossando le lenti messe a disposizione dalle vicende dello sport più amato nel nostro paese». Si parte così dal Mondiale del 1934, utilizzato dal regime come “aggregatore identitario” ma anche per giustificare imponenti piani edilizi, che portarono anche alla costruzione di otto stadi nella Penisola, fino alle questioni legate alle migrazioni e al dibattito di genere, alimentato dai successi e dalla crescente visibilità dell’Italia femminile. E così i successi degli azzurri si alternano al racconto della nostra storia sociale e politica, l’unico Europeo vinto si mischia con il Sessantotto, l’urlo di Tardelli in Spagna del 1982 sfocia negli scandali edilizi del Mondiale da noi ospitato otto anni dopo, per un romanzo italiano scandito non solo dalla cronaca sportiva, ma anche da continui riferimenti a Tv, letteratura, cinema e canzoni, la storia di un popolo che «ha cominciato a sentirsi unito in una identità comune solo - e neppure sempre - quando undici dei suoi ragazzi si infilavano una maglia azzurra».
DA PARIGI A LONDRA, storia e storie dell’Europeo di calcio; di Paolo Valenti, ultra sport edizioni, 268 pagine, 16,50 euro
AZZURRI, storie della nazionale e identità Italiana; di Paolo Colombo e Gioachino Lanotte, Utet edizioni, 336 pagine, 19 euro.


A New York, all’incrocio tra la 155ª strada e l’8ª avenue, in pieno quartiere di Harlem, sorge il playground più famoso al mondo, il Rucker Park, dove domina lo streetbasket, con le sue regole e i suoi campioni. Da cronista del New York Times, Vincent Mallozzi ha contribuito con i suoi articoli ad accrescere la fama di questo mitico campetto, e qui ricostruisce la sua storia e i suoi personaggi da leggenda, cominciando proprio da Holcombe Rucker, un ex marine che si occupava del verde pubblico di Harlem, e che nell’estate del 1946 organizzò il primo torneo outdoor (quattro squadre al via e un solo arbitro, lui stesso) sulla 138ª, tra la Lenox e la Quinta Avenue. Torneo che ebbe subito grande fortuna tanto da trasferirsi su campi da gioco sempre più adeguati fino a trovare la sua sede ideale dov’è ora, nel 1965, l’ultimo anno di vita di Rucker, a cui fu subito dedicato. Mallozzi racconta le sfide da leggenda che infiammarono le estati della Grande Mela, le giocate dei campioni della Nba - da Jabbar a “Doctor J”, da Carter a Iverson - ma soprattutto le epiche imprese degli eroi semisconosciuti dello streetbasket. Come Earl Manigault, detto “The Goat” (the greatest of all time), talento immenso (Jabbar lo definì “il miglior giocatore di basket nella storia di New York”) straziato dalla droga e dall’alcol (cosa però che non gli impedì, una volta, di segnare, da ubriaco, 43 punti) oppure Joe “The distroyer” Hammond, che rifiutò una sontuosa offerta dei Los Angeles Lakers e che fu capace nel 1977 di realizzare in una partita 73 punti, record mai più avvicinato. Di lui si ricorda anche una sfida epocale contro Julius Erving, dove ormai è impossibile distinguere cosa successe veramente da quello che si dice sia accaduto (che sia arrivato a partita iniziata, che abbia alla fine segnato 50 punti…). Un mondo epico dominato dai “nicknames”, i soprannomi (Hawk, Wolverine, Black Jesus, Stickman, Pee-wee, Dirty hand…) un mondo che resiste ancora, continuando ad emozionare grazie alle prodezze dei suoi dei dell’asfalto.
GLI DEI DELL’ASFALTO, la storia del Rucker Park; di Vincent M. Mallozzi, add Editore, 288 pagine, 18 euro.

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