Tre libri sull'Inter e il romanzo delle sorelle Williams

I grandi campioni, i capitani, le pagelle di un secolo e più nerazzurro e la storia di Lukaku: tutto sull'Inter e i suoi 19 scudetti; e poi da Compton al tetto del mondo, il romanzo delle sorelle che hanno rivoluzionato il tennis
Tre libri sull'Inter e il romanzo delle sorelle Williams
Massimo Grilli

L’Inter vince anche in libreria, ecco tre volumi tra quelli appena usciti sui nuovi campioni d’Italia.
Newton Compton continua la sua bella serie di “Capitani e Bandiere” occupandosi dei protagonisti della storia nerazzurra, in un ideale abbraccio che - come da immagine di copertina - avvicina Giuseppe Meazza a Matthaus, Bergomi a Sandro Mazzola, Facchetti a Javier Zanetti. Si parte con la prima parte dedicata ai capitani, dallo svizzero Xavier Marktl, tra i soci fondatori nella famosa riunione al ristorante milanese “L’Orologio”, fino ad arrivare a Samir Handanovic, uno dei leader riconosciuti dello squadrone nerazzurro. Da Picchi a Giuseppe Baresi, da Corso ad Altobelli, e poi Leopoldo Conti - tra i primissimi protagonisti del calcio mercato - Campatelli, Invernizzi, fino ad arrivare a Ronaldo il Fenomeno, Ranocchia, Icardi, il ritratto con il curriculum nerazzurro di tutti i campioni che hanno indossato la fascia da capitano. Gli altri capitoli sono riservati alle Bandiere (da Lorenzi a Nyers, da Beccalossi a Zenga, da Berti a Materazzi, senza dimenticare i tecnici, come Helenio Herrera e Trapattoni, Roberto Mancini e Mourinho). A chiudere, i dati principali degli altri giocatori che hanno lasciato un segno nella storia dell’Inter e le classifiche all-time: presenze, gol, trofei vinti… Interessante anche il libro di Pistone, che si è divertito a dare un voto per la militanza in nerazzurro a circa 260 tra giocatori, allenatori e presidenti che hanno fatto la storia (e qualche volta la disperazione, aggiunge l’autore) dell’Inter. Ruolo per ruolo, spicca qualche 10 - non vi riveliamo chi li ha meritati - e qualche netta insufficenza, accompagnata da brucianti righe di accompagnamento (3 a Orrico, per esempio, «Nella gabbia dovevano metterci lui. In nome di una filosofia di provincia che prevede un giro palla estenuante dove il gioco non si ferma mai, Orrico distrugge fisicamente e moralmente l’Inter…»). Oppure un 8,5 a Ibrahimovic giustificato così: «Se ne va dall’Inter nell’estate del 2009 con un anatema: “Senza di me non vincerete un c…”. A parte il Triplete. Ma in nerazzurro Ibra ha fatto cose pazzesche, contribuendo con reti fondamentali a tre scudetti…». E il 4 a Thohir? «Un presidente che ha fatto bene i conti. I suoi». A chiudere una selezione di grandissimi della storia nerazzurra, con i quali compilare la propria Inter dei sogni. Chiudiamo con il libro che Giulianelli ha dedicato a Lukaku, rivolto ai lettori più giovani (ma non solo). E’ la storia di un ragazzo nato ad Anversa, in Belgio - figlio di immigrati congolesi - e di una promessa
fatta un giorno davanti alle lacrime di povertà della mamma Adolphine. «Le cose cambieranno. Presto giocherò a calcio nell’Anderlecht, non dovrai più preoccuparti». Una promessa felicemente mantenuta, visto che Romelu è diventato uno dei centravanti più forti del panorama internazionale, il miglior marcatore nella storia della nazionale belga: chiamato nel settore giovanile dell’Anderlecht a 13 anni, la sua è stata una continua rincorsa verso i piani alti del grande calcio. Ha segnato (e tanto) in Premier League (West Bromwich, Everton e Manchester United soprattutto) e poi da due anni fa grandi cose nell’Inter. Un gigante dalla tecnica superba e dal sorriso pronto, che qui conosciamo meglio grazie anche alle parole di chi lo ha visto crescere oppure lo ha affrontato sul campo da gioco.
INTER, capitani e bandiere; il racconto dei grandi campioni che hanno fatto la storia nerazzurra; di Vito Galasso, Newton Compton Editori, 254 pagine, 12 euro.
INTER, il pagellone; dalle origini all’ultimo scudetto, i promossi e i bocciati della storia nerazzurra; di Federico Pistone, Sperling & Kupfer editori, 312 pagine, 16,90 euro.
LUKAKU raccontato ai ragazzi; di Emanuele Giulianelli, Edizioni Il battello a vapore (Piemme), 174 pagine, 15 euro.


«Sono state nere in un mondo di bianchi, potenti in uno sport elegante, urlanti in un campo che richiede il silenzio. Sempre dalla parte sbagliata. Per provocazione (loro) e per pregiudizio (altrui). Nel nome del padre due figlie sono state le prime afroamericane con la racchetta in mano, per non essere le ultime». Nei giorni di Wimbledon, che tanta gloria hanno regalato alle due sorelle (cinque titoli per Venus, sette per Serena), è giusto dedicarsi allo splendido libro che Giorgia Mecca ha dedicato alle due Williams, le dominatrici dell’ultimo quarto di secolo del tennis mondiale. E’ il racconto - rivissuto in gran parte attraverso i tanto discussi confronti diretti tra le due campionesse - di una ossessione, quella di papà Williams - con mamma Oracene prima sullo sfondo poi sempre più al centro della storia - e dei destini incrociati di due ragazze, passate da figlie obbedienti e sorelle a numero 1 del tennis con il loro gioco potente, ciascuna con le proprie ferite che questo percorso ha inevitabilmente provocato nei corpi e nelle teste. Da quell’assegno di 40.000 dollari mostrato in Tv da Virginia Ruzici, vincitrice al Roland Garros, che provocò in Richard Williams la scintilla per provare a costruire a tavolino due star del tennis - senza mezzi economici e senza sapere nemmeno le regole di quello sport - fino all’ultimo deludente Open d’Australia, con Venus che trascina stancamente il suo fisico sempre più acciaccato, e Serena che deve nuovamente inchinarsi alla nuova stella, Naomi Osaka, passando per il viaggio dell’autrice a Compton, il sobborgo di Los Angeles dove è nata la leggenda di due ragazze che si allenavano tra pistolettate e inseguimenti della polizia, e dove però nessuno si ricorda più di loro. Una grande storia di successo e di rinuncia, di razzismo e di sessismo, di una promessa pronunciata sui campi di Melbourne, anno 1998 («diventeremo la numero uno e la numero due del mondo«) sullo sfondo di uno sport, il tennis, e di una nazione come gli Stati Uniti, per certi versi ancora fin troppo bigotti.
SERENA E VENUS WILLIAMS, NEL NOME DEL PADRE; di Giorgia Mecca, Edizioni 66THA2ND, 166 pagine, 16 euro.

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