Il calcio racconta la storia
Venti di guerra in Medio Oriente, anche il piccolo grande mondo del calcio ne potrebbe pagare le conseguenze, con il possibile ritiro dell’Iran dal prossimo Mondiale (dovrebbe disputare le gare del suo girone proprio negli Stati Uniti del nemico Trump…) e con le difficoltà che sta affrontando l’Iraq in vista delle partite di spareggio, ormai prossime. Un segno ulteriore di come il pallone e la politica spesso incrocino le proprie strade. Proprio di questo rapporto, che non sempre si svolge in modo virtuoso, parla “Futbolitica”, il saggio di Ramon Usall, scrittore e giornalista di Barcellona (con una laurea in sociologia e un dottorato in storia presso l’università di Lleida). Usall ci ha regala un compendio molto interessante e ricco di aneddoti su diversi club, nel corso della storia, che vanno al di là dei risultati sportivi; per esempio ritrovarsi a rappresentare regimi autoritari o minoranze ribelli. «Non esiste alcuna storia degli ultimi centocinquant’anni che non possa essere raccontata attraverso il calcio», ha detto in una intervista Usall, che ha scelto nove macroaree (l’Italia figura in compagnia dei cugini francesi) per spiegare la sua tesi, raccontando le vicende “politiche” delle squadre più importanti (si parla del Barcellona, «l’esercito disarmato di un paese dall’identità calpestata», secondo la definizione di Vazquez Montalban, il Bayern, l’Ajax…) e di quelle che solo in pochi conoscono. E così passiamo dagli sceicchi del Manchester City al Real Madrid “franchista”, dalle squadre sudamericane che si rifanno a Che Guevara all’Al-Wehdat, nato nei campi profughi palestinesi; e poi l’Athletic Bilbao e la sua identità basca, l’Hakoah di Vienna, simbolo degli ebrei austriaci, spazzata via dalla furia nazista, la Dinamo Berlino squadra della Stasi, il Sankt Pauli, la metà ribelle di Amburgo, lo sconosciuto Scornicesti tanto caro a Ceausescu, il Racing Universitarie di Algeri dove giocava in porta un giovane Albert Camus, l’Hajduk Spalato e la guerra tra serbi e croati, fino ad arrivare alle nostre, la Juventus operaia («il grande successo della strategia della Fiat», scrive l’autore) con il suo contraltare granata e la Roma, vista nell’ottica della rivalità - per un certo periodo anche politica - con la Lazio. Cinquantasei capitoli con la Storia con la esse maiuscola sullo sfondo. Ricordando la lezione di un certo José Mourinho: «Chi sa solo di calcio, non sa nulla di calcio».
FUTBOLITICA, quando il calcio incontra la politica; di Ramon Usall, edizioni 66THAND2ND, 290 pagine, 19 euro.
