Il grande tennis in quindici eccezionali match
Il primo match che trova spazio nel libro di Semeraro fu giocato davanti a circa duecento spettatori, durò 48 minuti e vide di fronte un gentiluomo che era nato nei pressi del campo di gioco e preferiva il cricket al tennis e un architetto amico di Charles Darwin. È il 19 luglio del 1877 e i due avversari, Spencer William Gore e William Cecil Marshall, non potevano nemmeno immaginare che stavano scrivendo una pagina fondamentale nella storia del tennis: disputavano la finale del primo torneo di Wimbledon, che dopo un secolo e mezzo resta ancora l’appuntamento più importante in questo sport.
L'ultimo match invece, che l'autore ha selezionato per chiudere il suo libro "Diavoli con la racchetta", è quella di Parigi che ha visto lo stadio affollato di 15.000 spettatori - ai quali possiamo aggiungere un’audience spaziale nelle Tv di tutto il mondo - è durata 5 ore e 29 minuti e ha trascinato i due contendenti, Carlos Alcaraz e Jannik Sinner, direttamente nella leggenda del tennis, protagonisti della finale più lunga mai giocata al Roland Garros e di una tra le partite più drammatiche della storia.
Stefano Semeraro, ex collaboratore del nostro giornale per il tennis, firma de “La Stampa” e direttore de “Il Tennis Italiano”, la rivista specializzata più antica al mondo, ha trovato un modo singolare e azzeccato per raccontare le vicende di questo sport, scegliendo (e non deve essere stata un'impresa facile) quindici partite che hanno contribuito a rendere così diffuso e amato il tennis, tenendo conto anche, si legge nella prefazione, “dell’influenza di alcuni match sull’evoluzione del tennis e della risonanza, a volte anche politica, che hanno avuto al di fuori del campo, trasformando spesso fatti sportivi in eventi sociali”. Ecco quindi il confronto tra Budge e Von Cramm, nella sfida di Davis tra Stati Uniti e Germania, giocata alle porte della seconda guerra mondiale, oppure la “battaglia dei sessi” tra Billie Jean King e Bobby Riggs a Houston, che lanciò definitivamente nel professionismo il tennis femminile, o ancora l’eco delle battaglie contro il razzismo di Arthur Ashe, fenomenale e sorprendente vincitore di Wimbledon 1975, in finale contro il “cattivo” Connors. E poi la “sfida del secolo” di Cannes, quella del 1926 tra la Divina Lenglen e la glaciale Wills, unico confronto diretto tra le dominatrici degli Anni Venti; i grandi australiani immortalati dalla battaglia di Dallas tra Rosewall e Laver; la finale di Wimbledon del 1980, forse il match più famoso della storia, tra Borg e McEnroe, reso immortale da quel tiebreak da 34 punti; le partite epiche tra Sampras e Agassi, Evert e Navratilova, Seles e Graf, Federer e Nadal, e poi quella persa da Roger contro Djokovic a Wimbledon, che ha ammutolito i milioni di fan del divino svizzero, fino ad arrivare ai moderni gladiatori, a Sinner e Alcaraz.
Un libro bellissimo, originale nelle grafica e impreziosito da tante foto (cosa ormai abbastanza rara nell’editoria sportiva), in cui domina la prosa competente, arguta e divertita dell’autore che frequenta il mondo del tennis da più di quarant’anni e che ha saputo rendere al meglio l’atmosfera che circondava quei match oltre al lato umano e sportivo dei protagonisti in campo. Sogni, drammi, lacrime e prodezze di autentici diavoli con la racchetta. Perché il tennis, lo sappiamo ormai tutti, “lo ha inventato il diavolo”.
DIAVOLI CON LA RACCHETTA, i campioni che hanno fatto la storia del tennis in 15 match leggendari; di Stefano Semeraro, Rizzoli Editore, 256 pagine, 29,90 euro.
