Questo Barrio è abitato da Zanardi

Questo Barrio è abitato da Zanardi

Nel sesto numero del trimestrale domina la presenza di Alex. Ma non solo: tante storie, ricordi, emozioni di sport con firme tra le altre di Aldair, Pellegrini, Belinelli
Valeria Ancione
5 min

Barrio è un libro, una rivista, una raccolta di racconti, ricordi, emozioni, un appuntamento trimestrale che attraversa luoghi dell'anima, propone interviste, rielabora episodi che diventano materiale ricco di umanità che chiede condivisione. Materiale che diventa un'esigenza e un'urgenza. È in edicola e in libreria il sesto numero, Barrio - Viva lo sport? - curato dal direttore Boris Sollazzo, edito da Bibliotheka, con scritti di persone famose che spulciano nel loro intimo e diventano uno di noi. Gente comune. Niente primedonne e palcoscenici, lustrini e ipocrisie, ogni capitolo è un passaggio emotivo senza veli. Ci sono le firme di Aldair, Marco Belinelli, Federica Pellegrini, Clemente Russo ma anche Luca Argentero, Neri Marcorè, Rocco Papaleo, tanto per citarne alcuni. 

Questo sesto numero diventa speciale perché domina la figura di Alex Zanardi, scomparso da poco, il campione della vita, prima ancora che degli sport in cui ha dominato, che con la vita proprio ha fatto a botte, prendendole e rialzandosi, vivendo sempre al massimo delle sue possibilità, anzi al di sopra di ogni umana possibilità, che fosse intero o che fosse dimezzato, Alex è stato potente, diventando un esempio e non per le vittorie, ma per la sua immesa umanità e capacità di ricominciare. Doveva essere un geco Zanardi in un'altra vita, capace di rigenerarsi a ogni coda spezzata. Finché è arrivato a un punto che non prevedeva l'accapo. Tuttavia saremo noi che gli sopravviviamo a non farlo morire mai. C'è, nell'aria c'è... Lo stesso Sollazzo gli dedica l'editoriale di Barrio "Buon viaggio Alex". E di Zanardi parla anche il racconto di Marco Esposito "Il mio supereroe".

Lo sport per tutti gli autori di Barrio è il protagonista. Il ricordo delle fatiche, la caparbietà, l'insistenza sono il racconto di Belinelli, "Sono stato bravino", che ha smesso di giocare a basket non tanto per l'età ma perché l'età lo relegava a seconda scelta e lui non voleva, non poteva e non per presupponenza ma per coerenza con la sua storia. 

Intenso il "confronto" tra Federica Pellegrini e Matteo Gamba che si cimentano nella scrittura di una lettera alle proprie bambine ed è un'occasione per ripercorrere la carriera della Divina e l'importanza del loro incontro, due metà che si ricongiungono nella costruzione dell'amore nato in acqua e grazie al nuoto. Ci sono poi gli atleti mancati ma attori riusciti, come Rocco Papaleo che voleva fare il calciatore e ricorda come giorno più bello della vita quello in uno stadio piccolo che lo invoca e due gol decisivi che valgono quanto un David di Donatello. Così come Luca Argentero che sognava di entrare nel circuito ATP, nonostante gli dicessero che non sarebbe mai diventato un campione di tennis. Confessa: "anche adesso tra Wimbledon e un David di Donatello sceglierei il primo". 

C'è Aldair umile e riservato anche quando scrive. "Un film sulla mia vita è bellissimo. Se non fossi così timido, riservato mi alzerei in piedi", rivela raccontando dell'anteprima del suo film al cinema Barberini di Roma. Dice ancora: "Avei voluto essere diverso, più estroverso, più brasiliano... Forrest Gump mi hanno chiamato e un po' hanno ragione. anche se io ho sempre corso di meno". E su Aldair interviene anche Sandro Bonvissuto, lo scrittore romanista: "Aldair lo capisci davvero quando non ce l'hai più. Perché morto 'n Papa se ne fa n'antro vale solo pe' i Papi". 

Di storie ce ne sono tante in questo Barrio - Viva lo sport?  Come quelle di immancabili personaggi quali Sinner, Maradona, Senna. Ma c'è anche un ricordo di Luca Vialli e uno scritto di Vialli stesso. Che sia o meno di successo, che sia vissuto direttamente o solo sfiorato nei sogni personali o di tifoso, lo sport è una storia d'amore comunque lo si racconti. E quelle di Barrio sono storie così intime che quasi leggendo si teme di invadere uno spazio privato. Finché ti imbatti in tante frasi da sottolineare e allora capisci che sono parte del tuo vocabolario emotivo e quell'intimità ti è concessa con chi scrive ché è spoglio di ogni maschera, vero come lo sport sa renderti vero.

BARRIO - Viva lo sport? - Curato da Boris Sollazzo. Autori vari. Bibliotheka editore. 18 euro. pagine 314.


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