Cosa sono i GLP-1, i farmaci promossi da Serena Williams, Simone Biles e Tom Brady per perdere peso

I farmaci GLP-1 entrano nel mondo dello sport: l’effetto dei campioni, da Brady a Serena, tra salute, peso post-carriera e nuove scelte di benessere

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Pubblicato il 15.01.2026, 10:17

I farmaci GLP-1 sono usciti rapidamente dagli ambulatori per finire sotto i riflettori. E quando entrano in gioco i campioni, l’effetto mediatico è garantito. Da Serena Williams a Simone Biles, passando per Tom Brady, i grandi nomi dello sport stanno contribuendo a portare al centro del dibattito molecole come Ozempic, Wegovy e Zepbound, utilizzate per il trattamento dell’obesità e del diabete di tipo 2. Negli Stati Uniti, dall’inizio del 2024, l’uso di questi farmaci è raddoppiato. E questo fenomeno sta cominciando a interessare sempre più anche gli italiani.  A sorprendere più di tutti è stato Brady. Il sette volte vincitore del Super Bowl, simbolo di longevità, rigore e preparazione maniacale, ha accettato a 48 anni il ruolo di responsabile del benessere per la piattaforma sanitaria digitale eMed. Una scelta che ha acceso curiosità e dibattito, perché arriva da un atleta che ha costruito la propria carriera su allenamento, alimentazione e prevenzione.

Gli sportivi che usano farmaci per dimagrire

Il sostegno di Brady non è un caso isolato. Sempre più atleti ed ex atleti stanno entrando nel mondo dei GLP-1, contribuendo a rendere meno tabù un tema delicato come quello del peso. Secondo il dottor Peter Balazs, specialista in ormoni e perdita di peso nel New Jersey, il peso delle star può avere effetti positivi: "Aprono la porta a discussioni sane, permettendo ai medici di spiegare rischi e benefici e di creare un ambiente più sicuro". La credibilità costruita sul campo, aggiunge Balazs, può trasformarsi in uno strumento di salute pubblica: "Grazie alla loro fama, incoraggiano i follower a fare il primo passo verso uno stile di vita più sano. In questo modo possono ridefinire la loro eredità, passando da icone sportive a promotori del benessere". Non sempre, però, dietro una collaborazione c’è un uso personale. Simone Biles, 28 anni, non assume Mounjaro, ma ha deciso di legarsi all'azienda farmaceutica Eli Lilly dopo che la madre ha iniziato la terapia per il diabete di tipo 2. Un segnale di come queste scelte nascano spesso da esperienze familiari e non solo individuali.

Tra fine carriera, peso e nuovi equilibri

C’è poi un altro aspetto: la fine della carriera agonistica. Quando terminano allenamenti quotidiani e ritmi estremi, molti ex atleti vanno incontro a un aumento di peso. Balazs parla di una vera e propria "crisi post-carriera silenziosa", sottolineando però che i GLP-1 non sono una scorciatoia: "Vanno sempre affiancati a una dieta corretta e all’allenamento di forza, fondamentali per contrastare la perdita di massa muscolare". Anche Serena Williams ha raccontato apertamente le difficoltà legate al peso dopo la gravidanza, scelta che l’ha portata a collaborare con la piattaforma di telemedicina Ro. Per la dottoressa Shiara Ortiz-Pujols, dello Staten Island University Hospital, il ruolo delle celebrità è chiaro: "La loro approvazione può normalizzare l’uso dei GLP-1 e il dibattito attorno a questi farmaci". Sulla stessa linea la dottoressa Rachel Goldman: "La trasparenza degli atleti aiuta a rompere lo stigma, dando alle persone il permesso di cercare cure senza colpevolizzarsi. Sposta la questione dal piano morale a quello medico". Resta però un punto fermo. "Attenzione ai paragoni", avverte Ortiz-Pujols. "Il loro lavoro è essere atleti d’élite: allenamenti intensi, alimentazione controllata, sonno di qualità. La maggior parte delle persone non ha accesso alle stesse risorse"