Ecco perché Lorenzo si cuce la bocca

Dietro al gesto di Lorenzo sul podio del Qatar c’è un messaggio a Yamaha, riferito al rinnovo del contratto che ancora tarda ad arrivare e alla firma di Rossi, fresca di inchiostro
Ecco perché Lorenzo si cuce la bocca© Milagro
di Federico Porrozzi
4 min

E’ stato “il gesto” del primo week-end della MotoGP versione 2016. La bocca cucita di Lorenzo sul (primo) gradino del podio di Losail ha dato adito a molte interpretazioni, soprattutto perché il diretto interessato non ha voluto spiegare apertamente in pubblico il significato del suo pur pubblico messaggio. 

NO COMMENT - “Un gesto vale più di tante parole, ognuno faccia la sua riflessione”. Ha detto Jorge ai microfoni. 
E noi, modestamente, la facciamo. 
Leggendo tra le righe, il gesto “vale” più di tante parole. Appunto.
E’ possibile che fosse indirizzato a Rossi, per la polemica di fine 2015 (Jorge avrebbe vinto il titolo solo grazie all’aiutino di Marquez) oppure per lo “screzio” accaduto tra i due in prova, quando Rossi se l’è presa palesemente per essere stato rallentato in traiettoria da un inconsapevole Lorenzo. 
E’ più probabile, invece, che quelle “bocche cucite” fosse un messaggio rivolto alla Yamaha. Della serie: “Non commento la vostra scelta di rinnovare per altri due anni il contratto a Rossi”. 
E’ una scelta aziendale, dettata tre fattori determinanti.

TRE CARTE - Il primo è la competitività del pesarese, che all’alba delle 37 primavere ancora garantisce un rendimento da top rider (ieri è arrivato a soli tre decimi dal secondo posto e a due secondi dalla vittoria), il secondo è il peso che ha ancora l’immagine dell’unico pilota in grado ad oggi di attirare pubblico e sponsor (vedere i numeri del “disastroso” biennio passato con la Ducati per capire la differenza tra il Rossi competitivo e il Rossi non competitivo o addirittura assente) e il terzo riguarda il dopo. Ovvero quando Valentino appenderà il casco al chiodo. La VR46 ha appena firmato un accordo triennale con Yamaha per la fornitura delle moto che lo stesso Rossi utilizzerà al “Ranch” di Tavullia per crescere le giovani leve. Un investimento sul futuro che porterà Yamaha a sfruttare ancora l’immagine di Rossi e ad avere “in casa” il vivaio di talenti. Bulega e Fenati, oggi sotto il “cappello” della squadra di Rossi in Moto3, ne sono solo i primi esempi.

I NUMERI A CONFRONTO - Rossi, quindi, ha posto il “veto” silenzioso sul rinnovo di Lorenzo come suo compagno di squadra? Perché, in caso contrario, non si riesce a capire come Yamaha possa concedersi il lusso di privarsi del pilota attualmente più forte del mondo. 
E non è solo il titolo iridato a parlare per Jorge. Sono i numeri.
Negli ultimi tre anni, ovvero da quando Valentino è tornato in Yamaha, Lorenzo ha centrato 17 vittorie, 9 secondi e 10 terzi posti: 36 podi totali su 54 gare disputate. E solo tre ritiri. La somma? Un titolo iridato, un secondo e un terzo posto assoluti.
Rossi? 7 vittorie, 10 secondi e 17 terzi posti. Due ritiri. Un quarto e due secondi posti assoluti.

FUTURO - E non si può dire che Lorenzo non sia un uomo “Yamaha”: da quando è passato in MotoGP facendo il salto dalla 250, lo spagnolo ha corso sempre con la Casa di Iwata: 9 stagioni, condite da tre titoli iridati. 
Potrà non essere simpatico ai più, non fare gola a sponsor, stampa e pubblico come il “Dottore” (che però è un caso a se’, quasi irripetibile nella storia del motociclismo mondiale) ma in Yamaha dovrebbero sapere che ha 28 anni e che, considerando la sua cura maniacale della forma fisica e del corpo (Biaggi, che è uno che di preparazione fisica se ne intende, ha sempre ammirato la dedizione di Jorge nel “training”), ne potrebbe garantire altri 10 più o meno allo stesso livello.
Se in Yamaha sono furbi, non se lo faranno scappare. Soprattutto perché, alle spalle, di giovani con il suo talento (vedi Moto2 e Moto3) non ne vediamo poi così tanti.

I RISULTATI DELLA GARA DI LOSAIL


© RIPRODUZIONE RISERVATA