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MotoGp, Iannone: "Innocenza riconosciuta, poteva andare peggio"

Il pilota dell'Aprilia commenta la squalifica di 18 mesi per doping, dopo la positività al controllo antidoping al Gp di Malesia del 3 novembre

MotoGp, Iannone:
© Alessandro Giberti Ph

ROMA - "La mia innocenza è stata riconosciuta, poteva andare peggio. Ora possiamo solo vedere il risvolto positivo». Andrea Iannone ha commentato così, a Sky Sport, la squalifica di 18 mesi arrivata dalla Fim per doping, ma con il riconoscimento dell'assunzione alimentare accidentale di sostanza proibita. "Questo periodo è stato il più difficile della mia vita. È stato difficile da accettare - ha aggiuto il pilota abruzzese - Mi è capitato di pensare di tutto, ma veramente di tutto. Ogni giorno ho puntato a dimostrare al 100% la mia innocenza per tornare in moto e prendermi quello che voglio". 


Rivola: "Pena assurda, sosterremo Iannone nel ricorso"

''La sentenza ci lascia sconcertati per la pena inflitta ad Andrea ma anche molto soddisfatti nelle sue motivazioni. I giudici hanno riconosciuto la totale buona fede di Andrea e la inconsapevolezza nella assunzione confermando la tesi della contaminazione alimentare"., ha detto Massimo Rivola, amministratore delegato Aprilia Racing. "Per questo la pena inflitta non ha alcun senso, alla luce delle motivazioni scritte dagli stessi giudici Andrea avrebbe dovuto essere assolto, come sempre è capitato agli altri atleti contaminati, ma questo quadro ci lascia tante speranze per il ricorso che auspichiamo sia molto veloce. Rivogliamo Andrea in sella alla sua Aprilia RS-GP, saremo al suo fianco fino alla fine di questa vicenda e lo sosterremo nel suo appello'', ha concluso. 

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