Bezzecchi, è buio pesto: un altro ko, si opera alla clavicola. Ecco quando può rientrare

Dopo quella di Assen nuova brutta caduta in Germania per il pilota dell'Aprilia, che salterà il Gp in programma al Sachsenring: tutti i dettagli
Alessandro Di Moro
Alessandro Di Moro

5 min

Pubblicato il 12.07.2026, 10:08

HOHENSTEIN-ERNSTTHAL (GERMANIA) - La Sprint sul circuito tedesco dello Sachsenring è stata soporifera, ma il sabato del GP di Germania rischia di essere comunque un crocevia fondamentale per il mondiale.

Bezzecchi, nuovo ko: quando può tornare

In seguito ad una brutta caduta in curva 7 durante le qualifiche, Marco Bezzecchi si è procurato la frattura scomposta della clavicola sinistra concludendo in anticipo il proprio weekend. Il riminese di casa Aprilia è tornato immediatamente in Italia ed è pronto a sottoporsi oggi stesso ad un intervento chirurgico che verrà effettuato dal dottor Porcellini. L’unico aspetto minimamente positivo di un sabato da dimenticare è che quella tedesca è l’ultima uscita prima della pausa estiva e Marco avrà tre settimane per provare a rimettersi in sesto prima di Silverstone, ma è chiaro che in questo momento si tratta di qualcosa di secondario rispetto alla salute.

Guarda la gallery

Periodo nero per il pilota dell'Aprilia

Un epilogo, quello vissuto da “Bez” allo Sachsenring, amarissimo e che va a chiudere un poker di weekend in cui il mondiale ha preso una piega diametralmente opposta rispetto all’inizio della stagione. Si tratta infatti del quarto weekend consecutivo tra Ungheria, Repubblica Ceca, Olanda e Germania in cui resta pressoché a mani vuote - con soltanto un terzo ed un quarto posto nelle Sprint al Balaton e ad Assen - passando da un avvio stellare, con tre vittorie nei primi tre GP e una grande costanza di rendimento nei successivi fino ad un ulteriore trionfo al Mugello, ad una fase centrale del campionato in cui nulla è andato come previsto. Non a caso, “Bez” si trovava saldamente al comando del mondiale e ha perso la leadership soltanto dopo il weekend di Assen in favore del compagno di squadra Jorge Martin, anche se l’ulteriore “zero” di oggi lo farà allontanare ancora dalla prima piazza di una classifica che resta comunque apertissima, con cinque piloti attualmente racchiusi in appena 32 punti. Come detto, però, in questo momento il focus principale è chiaramente legato al fisico di Marco, arrivato sulla pista tedesca già dolorante per via della brutta caduta rimediata in Olanda a cui si è aggiunto l’infortunio di ieri, e ora l’aspetto più importante è che Bezzecchi ritrovi sé stesso al più presto e la giusta fiducia nella sua Aprilia e in sé stesso una volta tornato in sella.

Guarda la gallery

Marc Marquez non crede nel karma

Tutti i piloti una volta conclusa la Sprint hanno ovviamente mandato i propri auguri di pronta guarigione a Bezzecchi, ma c’è anche stato chi, durante le classiche interviste post-gara, ha chiesto al vincitore Marc Marquez cosa pensasse dell’infortunio di Marco alludendo al karma per l’incidente che aveva coinvolto entrambi in Indonesia lo scorso anno provocando lo stesso problema fisico al catalano. Marc non ha usato mezzi termini per smontare immediatamente tale speculazione. «Il karma non esiste e anzi mando i miei auguri di pronta guarigione a Marco augurandogli il meglio - le parole del nove volte campione del mondo - sono cose che purtroppo nelle corse possono capitare, anche se non è il primo che si infortuna dopo un lungo rotolamento nella ghiaia della via di fuga. In ogni caso, sento parlare di karma dai tempi del 2015 con Valentino Rossi e continuo a non crederci, visto che da allora ho vinto cinque titoli mondiali».

Guarda la gallery

Il fatalismo di 'Pecco' Bagnaia

Pecco Bagnaia ha invece escluso l’ipotesi dell’eccesso di pressione nei suoi confronti. «Non penso che Marco abbia sentito troppa pressione, è qualcosa di cui si parla spesso ma che a me non fa impazzire, ho vinto dei mondiali e ho sempre corso nello stesso modo, perciò penso che anche lui abbia fatto lo stesso. È un periodo negativo che dura da un po’ per lui, ma niente di più».