Valentino Rossi da leggenda: prima vittoria in GT a Le Mans

Il fenomeno di Tavullia fa l'impresa a Le Mans con la prima vittoria sulle quattro ruote con la BMW del team WRT
Valentino Rossi da leggenda: prima vittoria in GT a Le Mans
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Pasquale Di Santillo
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Ride, ride di gusto. Felice come un bambino che ha appena scartato il primo regalo, anche se atteso da una vita. Eppure lui di confidenza con quelle scale, con quei tre gradini ne dovrebbe avere in abbondanza. La realtà è che le emozioni non si possono esaurire quando dentro hai ancora un patrimonio di passione come quello che scorre nelle vene, miste sangue-benzina, di Valentino Rossi.
E allora, dopo 115 vittorie, 235 podi, continua pure a ridere di gusto, a emozionarti, Vale, dopo la prima vittoria vera, importante a quattro ruote, arrivata sulla pista amata, sognata e dichiarata da quando ancora correva con le sue moto del desiderio. In quella pista-icona di Le Mans percorsa per la prima volta nella declinazione della 24 Ore con i suoi 13.626 metri, perchè quell’altra, quella del tracciato Bugatti la conosceva eccome, per averla domata tante e tante volte con 4 vittorie, 6 secondi posti e 2 terzi a bordo dei suoi bolidi a due ruote.
Ma quella di ieri è diversa, molto diversa. È vero, stiamo parlando della Le Mans Cup (due gare da 55 minuti) dove lui corre con la BMW GT3 del Team WRT, per l’esattezza nella Road To Le Mans, una gara di contorno all’evento clou che scatta domani alle 16 sul circuito de La Sarthe. Però qui il personaggio non è esattamente uno qualsiasi. È il Fenomeno delle moto, dei 9 titoli Mondiali che finisce la carriera e continua a ripetere come un refrain che il suo obiettivo è correre (e vincere) a Le Mans con le macchine. Detto e fatto, anche se conta relativamente. E poi relativamente un corno, perché quello di ieri potrebbe essere stato semplicemente l’aperitivo di un pasto molto più succulento, il preludio per lo sbarco con l’hypercar BMW M Hybrid V8 LMDh, la categoria top che stanno preparando a Monaco per il ritorno di BMW al Mondiale endurance e alla 24 Ore di le Mans.
La diversità del successo di Valentino, poi, sta anche nel percorso fatto per arrivarci. Ha rischiato fino all’ultimo di non esserci, perché da pilota silver com’è classificato aveva bisogno - per l’assenza del suo abituale collega di corse, Maxime Martin, già impegnato a Le Mans con un’altra vettura - di un pilota bronze. E il suo ...datore di lavoro, il patron del team WRT, Vincent Vosse, ha pensato bene di coinvolgere l’amico-nemico Jerome Policand, proprietario del team ASP che a Le Mans corre con due Mercedes AMG GT. Policand infatti di Le Mans è un habituè, ne ha corse ben 13 (con due podi in palmares con Porsche e Corvette) e alla convocazione ha risposto subito “obbedisco” non prima di aver chiesto e ottenuto il permesso da mercedes AMG.
In gara 1, giovedì a Le Mans, Valentino, reduce dal secondo posto in gara2 a Brands Hatch, non era andato oltre il 13° posto, nonostante il secondo crono in qualifica. Dopo qualche giro in testa, un contatto lo aveva infatti costretto a una rimonta perfezionata lasciando il volante a Policand da secondo. Che a sua volta, però, era stato centrato da un altro concorrente alla prima variante con l’esito descritto. Il riscatto, per Vale è arrivato, al contrario, con un pizzico di fortuna. In gara2 ha preso il volante da Policand tra i primi 5: un paio di sorpassi, fino al duello vinto per la piazza d’onore con la Porsche di Fjordback. Infine, l’esultanza figlia della penalità inflitta alla Ferrari AF Corse #51 guidata da Cozzolino, prima al traguardo: «È stata la mia prima vittoria con BMW - ha detto vale alla fine - correre e vincere qui è stata davvero una grande esperienza. Il modo migliore per preparare per provare a conquistare un posto sulla griglia della gara del prossimo anno».
E allora ridi Vale, con gli amici di sempre come il fidato Max e coccola il nuovo trofeo come se non avessimi mai vinto uno prima.

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