Nuove regole Unione Europea: cosa cambia

Nuove regole Unione Europea: cosa cambia

La crisi del settore automotive europeo ha spinto la Commissione UE a rivedere il solo elettrico dal 2035. Undici domande per capire le novità e orientarsi in una scelta corretta
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La Commissione Europea ha deciso: il 2035 non sarà l’ultimo anno nel quale potremo acquistare auto dotate di motore a combustione interna e ha varato il cosiddetto Automotive Package, un insieme di provvedimenti che emendano gli obiettivi precedenti, ritenuti oramai irraggiungibili, introducendo compensazioni e incentivazioni che rendono più flessibile il percorso verso le emissioni zero. Dunque l’elettrico e l’elettrificazione rimangono i fari che indicano la destinazione finale, ma si riconosce il principio della neutralità tecnologica e c’è un margine che permette a ciascun costruttore di scegliere la propria rotta per raggiungerla fornendo strumenti all’industria europea per recuperare competitività e al mercato di offrire prodotti sostenibili, dunque amici dell’ambiente e, allo stesso tempo, accessibili da parte dei consumatori. L’Automotive Package inoltre rende meno vincolanti gli obiettivi per i mezzi commerciali (40% di elettrico entro il 2030 invece del 50%) e affida principalmente alle grandi flotte il compito di decarbonizzare il parco circolante. Vediamo in 11 domande qual è la formazione che l’UE schiera per ribaltare una partita decisiva per il proprio futuro.

1 Quali sono le novità principali dell’Automotive Package rispetto a prima?

La principale novità è che nel 2035 non saranno vendibili solo auto elettriche, ma ci sarà un 10% che potrà essere equipaggiato con forme di propulsione simili a quelle attuali, principalmente ibridi in ogni forma e grado di elettrificazione, e/o alimentate da combustibili alternativi (biocarburanti e carburanti sintetici) oppure le cui emissioni potranno essere compensate attraverso l’utilizzo di “acciaio verde”.

2 Sarà possibile acquistare auto che non sono elettriche dopo il 2035?

Sì, ma è chiaro che, per ottenere livelli di emissioni tali da essere compensati, le autovetture non elettriche del futuro dovranno essere perlomeno elettrificate, dunque ibride ricaricabili e non, e riguarderanno non più del 10% delle vendite. 

3 Come può essere compensato quel 10%?

Le emissioni di quel 10% di auto vendute non elettriche al 100% potranno essere compensate in due modi: utilizzando i biofuel (carburanti di origine biologica e non fossile) o gli e-fuel (carburanti sintetici) per alimentare i motori a combustione interna oppure utilizzando “acciaio verde” per costruire le automobili.

4 Cosa vuole dire neutralità tecnologica?

Neutralità tecnologica vuol dire affermare il principio che si può arrivare alle emissioni zero con più tecnologie e sistemi di propulsione e non soltanto con l’elettrico e le celle a combustibile alimentate ad idrogeno. Questo vuol dire che i costruttori potranno continuare a sviluppare le forme di propulsione attuali, a patto che permettano di essere compensate in termini di CO2 dai carburanti alternativi e dall’acciaio verde.

5 Che cosa sono i biocarburanti e gli e-fuel?

Sono carburanti di origine non fossile come il petrolio o i gas estratti dal sottosuolo. I biocarburanti o biofuel sono ricavati da biomasse, ovvero da vegetali o materia animale di scarto. Gli e-fuel sono invece carburanti sintetici ottenuti combinando la CO2 catturata dall’atmosfera con l’idrogeno ricavato per elettrolisi dall’acqua utilizzando energia rinnovabile. I biocarburanti sono già presenti nella benzina e nel gasolio che troviamo alla pompa: la benzina E5 o E10 contiene rispettivamente il 5% o il 10% di etanolo, mentre il gasolio B7 o B10 contiene il 7% o il 10% di biodiesel. Il loro difetto è il costo ancora elevato: 4-5 euro al litro, al netto delle tasse.

6 Che cosa si intende per acciaio verde?

L’acciaio verde o green steel è quello che, per incorporare nel ferro la giusta quantità di carbonio all’interno degli altiforni, utilizza archi elettrici alimentati con energie rinnovabili e idrogeno verde al posto dei combustibili fossili come il carbon coke o il gas naturale. Rendere l’acciaio verde è fondamentale per la decarbonizzazione perché è il materiale quantitativamente più presente sui veicoli e l’industria dell’acciaio è responsabile del 7-9% della CO2 emessa nell’atmosfera. In Italia già l’85% dell’acciaio prodotto è verde, utilizza il 33% di energia in meno rispetto all’anno 2000 ed è del 40% più efficiente rispetto alla media europea.

7 Che cosa si intende per Small Affordable Car?

La Small Affordable Car o (SMA) è quella che il presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, aveva indicato mesi addietro come E-car ovvero un’automobile superiore a 4,20 metri, giusto equilibrio tra compattezza e la possibilità di avere una batteria di capacità adeguata, un prezzo inferiore ai 25mila euro, inoltre potranno godere di politiche di incentivazione da parte dei singoli Stati e riceveranno un supercredito poiché avranno un coefficiente 1,3 (+30%) nel computo delle emissioni.

8 Ci saranno incentivi per l’acquisto di auto a emissioni basse o nulle?

L’Automotive Package non prevede espressamente politiche di incentivazione all’acquisto decise e finanziate dall’Unione Europea, stabilisce invece la libertà per i singoli Stati di fornire incentivi in base ai propri obiettivi di decarbonizzazione del parco auto, ponendo però una condizione: che riguardino veicoli Made in Europe. I parametri in base ai quali un’auto potrà essere “Made in Europe” devono essere ancora definiti, ma si pensa che riguarderanno la provenienza dei componenti e principalmente delle batterie che interessano il 40% del valore dell’intera vettura.

9 Perché la UE punta sulle flotte per promuovere e diffondere l’auto elettrica?

Perché le flotte aziendali, ovvero le automobili acquistate da aziende, professionisti, enti o società di noleggio costituiscono circa il 60% delle vendite e sono giganteschi “produttori” di usato che contribuisce a rinnovare, a prezzi inferiori, il parco circolante con mezzi più rispettosi dell’ambiente, più evoluti tecnologicamente e più sicuri. Gli obiettivi di elettrificazione saranno assegnati ad ogni singolo Paese in base alle condizioni del mercato e a livelli di reddito. Le società di noleggio ovviamente non sono d’accordo e hanno promesso battaglia.

10 Queste misure sono sufficienti o no a risollevare il mercato e l’industria automotive?

Secondo alcuni sono un primo passo, ma resta da capire come saranno convertite in regolamenti dopo il vaglio del Consiglio d’Europa e del Parlamento Europeo subendo il fuoco incrociato dei singoli Paesi, delle lobby e delle associazioni di categoria. Secondo altri invece non cambia nulla, anzi alcuni giudicano il nuovo provvedimento disastroso. 11Le multe alle Case auto per il superamento della CO2 rimangono? Le salatissime multe rimangono (95 euro per ogni vettura venduta per ogni grammo di CO2 oltre il limite) e rimangono anche i limiti di emissioni intermedi tra cui i 49,5 g/km di CO2 per il 2030, ma aumenta la flessibilità con cui vengono calcolati: si potranno infatti ancora acquistare crediti di CO2 fino al 2029 e nel triennio 2030- 2032 ci sarà un meccanismo di “banking & borrowing” che funzionerà come una banca della CO2 dove depositare o chiedere in prestito le proprie quote.


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