Mazda, divertimento e sostenibilità da sempre

Dagli esordi fino a oggi, dal rotativo alla tecnologia Skyactiv, la storia dimostra che la Casa di Hiroshima ha da sempre lavorato per abbinare divertimento di guida ed efficienza in tutte le sue vetture
Mazda, divertimento e sostenibilità da sempre
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Sin dalla sua nascita, Mazda ha sempre puntato su un aspetto fondamentale, sempre presente nella concezione delle sue auto: il divertimento alla guida. Combinato, però, a fattori come efficienza e sostenibilità. E per riuscirci, si è da sempre ingegnata per trovare nuove soluzioni, ingegneristiche e non, migliorando di volta in volta l'efficienza delle proprie auto.

R360: l'inizio

Una filosofia evidente già dalla prima auto del Marchio di Hiroshima, la R360. Con soli 380 kg di peso, nel 1960, data del lancio, era la quattro porte più leggera al mondo e la coupé giapponese meno pesante in assoluto. Traguardo raggiunto grazie a elementi come il lunotto in plexiglass, le testate e parti della carrozzeria in alluminio, o il motore a quattro tempi, più pulito e meno "assetato" dei propulsori a 2T.

Wankel, quanti vantaggi

Divertimento alla guida, leggerezza, efficienza: tutte caratteristiche che si legano inevitabilmente al motore rotativo, marchio di fabbrica di Mazda, unica Casa automobilistica ad avere successo commerciale con il Wankel, producendo quasi 2 milioni di veicoli spinti da questo tipo di propulsore.

Rivoluzione Wankel: Mazda e il motore rotativo

Per ovvie ragioni, i motori ad alti regimi erano più diffusi sulle auto sportive come l'iconica Mazda RX-7, il modello rotativo più venduto della storia. Ma il rotativo aveva una configurazione della camera di combustione che lo rendeva adatto a carburanti alternativi come l'idrogeno, risolvendo così il problema emissioni dei rotativi a benzina. Mazda lo dimostrò attraverso HR-X, una concept del 1991 con motore a doppio rotore alimentato a idrogeno montato davanti alle ruote posteriori, e nel 1995 con la Capella Cargo, una Mazda 626 wagon. Nel 2003 arrivò poi RX-8 Hydrogen RE, dotata di un sistema ibrido leggero (mild-hybrid) che le conferiva maggiore potenza e autonomia della RX-8. La monovolume compatta, conosciuta in Europa come Mazda5, avrebbe in seguito ricevuto un propulsore elettrico a batteria plug-in e un rotativo a idrogeno come range extender. Poi, nel 2013, Mazda ha introdotto una versione prototipo della Mazda2/Demio EV, un'utilitaria a batteria di produzione limitata con un piccolo range extender da 330cm3 monorotore in grado di raddoppiare l'autonomia della batteria e che funzionava a benzina, propano o butano.

Zero emissioni: la storia

La tradizione di Mazda con le auto a zero emissioni è di lunga data. Già dalla ibrida EX005, presentata addirittura nel 1970. Presentava un motore rotativo destinato a caricare le batterie che alimentavano i motori elettrici. Quattro posti, aveva un joystick per volante e ruote disposte a diamante, il che le consentiva di girare su se stessa. Due anni dopo, la concept Mazda Chantez EV ha offerto ai visitatori del Salone di Tokyo uno sguardo all'elettrico sotto forma di una microcar meno anticonvenzionale. E nel 1973 è stata la Mazda CVS Personal Car, un prototipo di monovolume elettrico senza conducente, a offrire una visione straordinariamente lungimirante su vari aspetti della mobilità del futuro.

Lungimirante, l'aggettivo adatto a Mazda: come quando nel 1997 venne lanciata Demio FCEV, alimentata da un sistema compatto a base di idrogeno e considerata una delle prime concept al mondo di auto realizzabile a celle a combustibile. Poi, nel 2001, sono iniziati i test su strade pubbliche della Premacy FCEV, che utilizzava un reformer a metanolo per convertire il metanolo in idrogeno puro per alimentare le celle a combustibile. Senza dimenticare Bongo Sky Lounge e Mazda 929, alimentate da energia solare.

Ma se parliamo di leggerezza e zero emissioni, impossibile non citare la nascita della MX-5, lanciata nel 1989. Peso di soli 955 kg, presentava un motore a benzina piccolo ed efficiente, una configurazione a trazione posteriore perfettamente bilanciata e sospensioni su misura ottimizzate per una maneggevolezza eccezionale e il massimo divertimento. Una formula vincente, dato che il modello ha venduto in carriera un milione di unità.

Skyactiv: presente e futuro

Minimizzare in modo sostenibile le CO2 e le altre emissioni nocive nell'uso reale - e non solo sulla carta - continuando a migliorare allo stesso tempo l’esperienza di guidare e di possedere una Mazda. In questa direzione, le sperimentazioni continue del Marchio hanno portato alla tecnologia di oggi, e quindi a Skyactiv, la gamma innovativa di propulsori, carrozzerie e piattaforme introdotta in Europa nel 2012 a partire dalla Mazda CX-5. Con i loro materiali leggeri, rapporti di compressione estremi e impostazioni non ortodosse delle aspirazioni, le unità a benzina Skyactiv-G e i Diesel Skyactiv-D offrono una combinazione unica di prestazioni eccezionali e bassi consumi di carburante nell'uso reale, con corrispondenti basse emissioni.

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Ma Mazda ha fatto ancora di più con un tipo completamente nuovo di motore a combustione interna. Svelato per la prima volta nel 2017, lo Skyactiv-X è il primo propulsore a benzina di grande serie a utilizzare l'accensione per compressione come i Diesel, unendo così i vantaggi di entrambi, come l'efficienza nei consumi del Diesel e la prontezza di risposta del benzina. Tutte e tre le tipologie di motore a combustione Skyactiv sono attualmente disponibili per la Mazda3 e la CX-30. Lo scorso maggio Mazda ha inoltre iniziato la produzione della MX-30, il suo primo modello di serie totalmente elettrico. Dotata della nuova trazione e-Skyactiv, la MX-30 verrà commercializzata in Europa a partire da settembre.


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