Mazda RX500: dalla concept ai modellini, che successo

La Matchbox e la gamma di giocattoli creata sulla base della Shooting Brake del 1970, spinta dal Wankel rotativo con una potenza da Formula 1
Mazda RX500: dalla concept ai modellini, che successo
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Il 1970 è un anno in cui Mazda mostra al mondo dell'automotive caratteristiche peculiari della sua storia e tradizione: il coraggio di osare, la voglia di stupire, il tentativo di creare una soluzione, un linguaggio nuovo. Perché infatti cinquant'anni fa, a Hiroshima dovevano realizzare un prototipo che potesse mostrare il comportamento di una carrozzeria in plastica e il comportamento di strada a velocità superiori ai 200 km/h, un "sequel" della X810 del 1968. Nacque così una delle concept car più innovative di sempre: RX500.

Mazda RX500, la storica concept car
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Mazda RX500, la storica concept car

Da "Odissea nello spazio" al prototipo

La RX500, in origine erede della ammiraglia Mazda Cosmo Sport 110 S, era una Shooting Brake disegnata da Shigenori Fukuda, ispirato dalla visione di "2001: Odissea nello spazio" di Stankey Kubrick. Lo stile della vettura era infatti un mix tra un aspetto ispirato dai caccia e le astronavi (vedi la zona posteriore, praticamente la coda di un jet da combattimento) e le linee dolci ed eleganti tipiche di una Carrozzeria tipicamente italiana: non a caso, Fukuda era in stretti rapporti con Bertone.

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Un gruppo ottico che "parlava"

La RX500 fu dotata di gruppi ottici posteriori di concezione futuristica destinati a fornire informazioni ulteriori agli altri utenti della strada, rendendo così il traffico più sicuro. Ad esempio, il sistema di illuminazione nella parte posteriore del veicolo comprendeva luci rosse, gialle e verdi, oltre alle luci di stop rosse e a quelle bianche di retromarcia. In base all'intensità della frenata, le luci rosse si accendevano progressivamente per avvertire chi seguiva in caso di frenata di emergenza, esattamente come l'odierna segnalazione di frenata di emergenza tramite il lampeggio degli indicatori posteriori. Le luci gialle si accendevano non appena si riduceva la velocità, mentre quelle verdi indicavano che la vettura stava accelerando. Gli interni presentano due sedili avvolgenti. Davanti a essi, ecco tre strumenti semicircolari dietro il volante in pelle a quattro razze, disposti lungo un cruscotto avvolgente. Nella RX500 era previsto anche l'intrattenimento: ad esempio, la console centrale ospita una radio AM/FM sistemata dietro il cambio a quattro marce ripreso dalla coupé Mazda Luce R130.

Leggerissima, bassissima, potentissima

I montanti nascosti del parabrezza fanno sembrare le superfici vetrate quasi un tutt'uno: una linea avvolgente a caratterizzare un'auto da soli 850 kg di peso e dall'altezza ridottissima, a soli 1.065 cm. Le porte a farfalla permettono a guidatore e passeggero di accomodarsi, i portelli ad ali di gabbiano dietro l'anteriore dividono longitudinalmente il vano motore. Che ovviamente è il rotativo Wankel a due pistoni raffreddato ad acqua, montato al centro della vettura, direttamente dietro il pilota. Con un volume della camera di appena 982cc, eroga una potenza di 250 cv. Con un regime che raggiunge i 15.000 giri/min, più di una monoposto di Formula 1 dell'epoca, la RX500 arriva a una velocità massima di oltre 240 km/h.

Roberto Pietrantonio, Managing director Mazda Italia, a AutomotiveLab 2021

La crisi del petrolio del 1973 non consentì alla RX500 di entrare in produzione. Oggi, è un pezzo unico che si può ammirare al Numaji Transportation Museum di Hiroshima. Un simbolo del coraggio e della visione di Mazda.

Il successo dei modellini Matchbox

Fu talmente apprezzata, all'epoca, che Matchbox, concorrente della Mattel e le sue famose Hot Wheels, scelse la RX500 come protagonista della nuova gamma Superfast. Una scelta dettata ovviamente da motivi di marketing. Il mercato di Matchbox erano gli Stati Uniti, dove le Hot Wheels avevano grande successo. L'azienda britannica cercò così modelli fantasiosi, futuristici: e nel 1970 non c'era nulla di più innovativo della RX500, che comunque aveva naturalmente seguito anche nel mercato europeo. E così, la RX500 arancione della Matchbox, introdotta nel 1971 con la sigla MB66, diventò immediatamente un bestseller mondiale.

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E mentre la produzione dell'auto reale dovette fermarsi, quella dei modellini in scala non accennò a fermarsi. Il modello Matchbox è rimasto in vendita per oltre quattro anni fino a quando non venne riprodotto nel 1975 come modello serie Streakers rosso. La produzione cessò una prima volta nel 1976, poi tra il 1978 e il 1985 la RX500 era inoltre disponibile in altri colori su vari mercati nazionali. In pratica, la RX500 di Matchbox rimase in commercio per una quindicina d'anni. Oggi, è ricercatissima dai collezionisti. In molti, inoltre, scelgono i prodotti della Spark: modellini talmente particolari e dettagliati che, nella giusta luce, sembrano incredibilmente simili all'originale.

Mazda RX500, il modellino giocattolo Matchbox
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Mazda RX500, il modellino giocattolo Matchbox

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