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Ferrari 312B, il mito della F1 rivive al cinema

Ferrari 312B, il mito della F1 rivive al cinema

A ottobre nelle sale il film che racconta la nascita di un capolavoro di ingegneria italiana, raccontato dai grandi campioni degli anni '70

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 F.C.

mercoledì 26 luglio 2017 13:25

ROMA – La fine degli anni ’60 fu un periodo difficile per la Ferrari. La siccità di vittorie in Formula 1, con l’ultimo titolo vinto nel ’64 da Surtees, costrinse la Scuderia a prendere delle contromisure e nel ’68 il geniale Mauro Forghieri disse al Drake: “Commendator Ferrari, dobbiamo un po’ voltar pagina…” Aveva solo 33 anni quando iniziò a progettare una delle vetture più famose della storia della Formula 1. 

La 312B debuttò nel 1970, portando in pista una vera rivoluzione ingegneristica. A partire dal motore progettato in origine per una fabbrica aeronautica americana “per poter stare nell’ala di un aereo”. I 12 cilindri orizzontali e contrapposti presentavano il vantaggio di abbassare il baricentro della vettura, ed era inoltre più compatto e leggero. Anche il telaio era nuovo, sia pure ancora del tipo semi-monoscocca formato da una struttura tubolare sulla quale sono fissati i pannelli di alluminio della carrozzeria: caratteristica anche la soluzione della trave posteriore alla quale è sospeso il gruppo propulsore, non ancora del tutto portante come sarà negli anni seguenti.

Affidata a Jacky Ickx e Clay Regazzoni la 312B avrebbe vinto quattro gran premi di quella tragica stagione (tre successi per il belga, uno per lo svizzero), segnata dalla morte di Jochen Rindt, unico pilota nella storia a cui è stato assegnato il titolo postumo. 


Erano anni eroici e a quasi mezzo secolo dopo la storia della 312B è diventata un film: firmato da Andrea Marini, arriverà in 50 paesi del mondo e e sarà proiettato in anteprima in Italia solo il 9, 10, 11 ottobre (elenco sale su www.nexodigital.it) per raccontare su grande schermo una storia di uomini e motori, ma soprattutto una storia di passioni. 

La passione che ha spinto l’ex pilota Paolo Barilla, a voler riportare in pista la 312B, per farla gareggiare ancora una volta al Gran Premio Storico di Montecarlo. Per restaurare la vettura Barilla ha chiamato l’ingegnere Mauro Forghieri, che assieme al team di meccanici Motortecnica ha ridato vita a un’opera d’arte ingegneristica, che seppur non iridata è stata capace di cambiare la storia della Formula 1. 

 

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