Coronavirus e moto, parola d'ordine: resistere

Il 4 maggio si avvicina, alcune Regioni spingono per riaprire tutto, ma i rischi sono alti. Si deve agire con cautela e avere pazienza, anche i più fortunati che possono spostarsi su un mezzo sicuro come la due ruote

Durante questa lunga quarantena abbiamo avuto tempo per pensare a molte cose. Trovare un hobby, dedicare del tempo a se stessi e ai propri affetti, riflettere su futuro e a cosa accadrà allo scoccare della cosidetta fase 2 e dal 4 maggio. La fase 2 è il tema del momento: dubbi, domande, fake news si susseguono. Il nostro cervello elabora ma, nel frattempo, la nostra indole dovrebbe avere la capacità di farsi più paziente per sopravvivere a ciò che sta accadendo. Per adesso non ci sono certezze, se non che dobbiamo restare a casa. Nelle ultime ore, però, si fanno sempre più insistenti quelle notizie su alcune regioni che, dal 4 maggio appunto, spingono per ripartire con rapidità e riaprire tutto.

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Sicurezza e responsabilità

Ma le moto? Dov’è il nesso? Ci arriviamo. Le due ruote, a detta di molti, sono uno dei mezzi più sicuri in questo momento storico: si viaggia in solitaria (è vietato andare in due), si evitano contatti diretti e, visto che le strade sono poco trafficate, il tragitto diventa ancora più scorrevole. Tutto vero, ma non per tutti: ricordiamo che possono godere del viaggio, seppur minimo, in moto o scooter solo coloro che hanno necessità di uscire per andare al lavoro o per motivi di salute, per fare la spesa o recarsi in farmacia. Seppur difficile, salire in sella e fare un giro al momento non è concesso e non sappiamo quando tornerà possibile: il commento “ma in moto sono solo, non mi avvicino a nessuno. Perché non posso guidare per un po’?” rischia di trasformare un divieto in un incentivo. Ci sono sicuramente tanti motociclisti responsabili che manterrebbero le distanze di sicurezza, non andrebbero a trovare nessuno e non si fermerebbero in giro. Ma oltre ai responsabili, ci sono anche molte (troppe) persone che mettono a repentaglio la sicurezza propria e altrui pur di evadere dalla routine che stiamo vivendo. Quanti casi abbiamo sentito in queste settimane? Chi si è tuffato in mare per evitare la multa, chi ha approfittato delle strade deserte per organizzare corse clandestine, chi è uscito per andare da amici e parenti.

Dopo il 4 maggio

Siamo davvero sicuri che una volta riaperto tutto, con il virus ancora in giro, gli irresponsabili non si moltiplichino? Le regioni che spingono per un riavvio totale il 4 maggio sono Lombardia, Piemonte, Veneto e Sicilia, con l’ok della scienza. Non sappiamo se la risposta sarà positiva, ma invitiamo tutti coloro che non vedono l’ora di poter tornare in sella alla propria moto ad affinare l’arte della pazienza, ancora per un po’, soprattutto in quelle regioni che hanno registrato il più alto numero di contagi: Lombardia, Piemonte, Veneto (appunto). Usare la due ruote per chi è costretto a uscire per i motivi già citati è utile, è un mezzo sicuro e in grado di regalare anche una piccola sensazione di libertà, minima ma per adesso sufficiente. Ma non deve essere una tentazione, a quelle cederemo più e più volte quando tutto sarà finito.

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