F.B. Mondial Pagani, perfetta per i giovanissimi

Si presenta piccola ma con stile, con una meccanica valida e divertente. La Pagani è l'ideale per chi vuole spendere poco e non rinunciare alla guida emozionale

Novant'anni tondi tondi: a Milano nel 1929 nasceva FB, acronimo di Fratelli Boselli, i fondatori: Carlo, Luigi, Ettore, Giuseppe e Ada. Da quel momento il nome Mondial si fece largo nel mondo delle due ruote: l’azienda era inizialmente un’officina e presto iniziò a produrre moto. L’intento è quello di agganciarsi ai bei tempi: l’azienda ha presentato la Sport Classic 300, chiamata Pagani da chi se ne intende. Perché? Perché nel 1949 F.B. Mondial partecipò e vinse, nell’anno successivo alla fondazione, il suo primo motomondiale. Il pilota alla guida della Mondial era nientemeno che Nello Pagani, da cui il nome della moto.

F.B. Mondial Pagani: gli scatti
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F.B. Mondial Pagani: gli scatti

ANNI CINQUANTA - Lo stile delle corse anni 50 è ben presente in questa moto. Sotto le sue forme d’altri tempi si nasconde la moderna meccanica che già equipaggia la HPS. Significa motore monocilindro di 249 cc capace di circa 25 CV a 9.000 giri. I tubi del suo telaio racchiudono il motore e lasciano uscire i due bei terminali sul lato destro. La ciclistica conta anche su due cerchi a raggi di 17 pollici e, all’avantreno, su un disco a margherita di 280 mm con pinza radiale a 4 pistoncini e una forcella rovesciata di 40 mm. Il prezzo è di 4.690 euro ed è disponibile in due varianti cromatiche: rosso/grigio oppure azzurro/grigio.

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OSPITALE - I semimanubri sono da sempre sinonimo di guida di corpo e polsi doloranti, impossibile sottrarsi alla regola. Con la Pagani però non è così: è una moto ospitale. La distanza tra i semimanubri e il piano seduta è notevole e porta a caricare il busto sull’avantreno come si farebbe su una naked, non su una supersportiva.

LEGGERA E VELOCE  - Piccola pressione sul pulsantino di massa e il piccolo cilindro prende vita. Picchietta con foga e non si fa particolari problemi a farsi sentire, anche da lontano. Il motore però non è un mostro di potenza: per avere accelerazioni interessanti occorre spremerlo piuttosto severamente. Le moto di questa categoria sono (quasi…) sempre leggere come l’aria, di conseguenza l’agilità è la loro carta vincente. Anche per la Mondial vale questa regola. S’immagina una traiettoria e la moto è già in curva. Anche il raggio di sterzo è notevole e permette di divincolarsi con facilità in mezzo al traffico. Se volete saperne di più, però, vi aspettiamo sul prossimo numero di InMoto, dove troverete la prova completa.

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