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Rally, Volkswagen: il Dieselgate non ci fermerà

Rally, Volkswagen: il Dieselgate non ci fermerà

La Casa di Wolfsburg ha confermato integralmente il programma nel WRC dove sta dominando da tre stagioni: occhi puntati verso il 2017 e alla sfida con Toyota.

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 Francesco Colla

lunedì 26 ottobre 2015 09:02

BARCELLONA - Le cupe nubi gassose che opprimono Wolfsburg non ci sfiorano, sotto l'eterno sole di Spagna, penultimo round stagionale del Mondiale Rally 2015 già vinto (anzi, stravinto) dal campionissimo Sébastien Ogier al volante della sua Polo R. Chi si attendeva un clima shakesperiano, con teste di manager rotolanti e annunci di ritiri forzosi, è rimasto deluso: nel motorsport Volkswagen tira diritto e i 190 dipendenti che ad Hannover si occupano di tener sempre efficiente la macchina macina-vittorie affidata a Ogier, Lattvala e Mikkelsen, ostentano un sorriso che non puzza di forzato.

E proprio l'enfant prodige norvegese, bello come un attore di hollywood, ci conferma prima dello shakedown che la "temperatura dell'olio" all'interno del team, è assolutamente ottimale. "Il dieselgate? - dichiara durante una chiacchierata nel parco assistenza di Barcellona - A me personalmente non tocca. Io ora devo pensare a chiudere bene la stagione e a correre al meglio la prossima". Il programma è stato confermato fino al 2019 e i tagli da un miliardo di euro che coinvolgeranno il Gruppo non toccheranno l'oasi felice del motorsport.

Per fortuna. Sarebbe proprio stato un peccato: innanzitutto perché Volkswagen ha sviluppato l'auto più forte e ha collezionato il 90% di vittorie in gara dall'esordio ad oggi, lasciando a Hyundai e alle altre scuderie solo le briciole. L'auto più forte è stata di coseguenza affidata ai piloti più forti: il tre volte campione Ogier (la tripletta parla da sola), il talentuoso Lattvala, il promettente Mikkelsen. Presente, futuro prossimo e futuro remoto. In attesa del grande ritorno di Toyota, ex regina dei rally che come noto torna nel 2017 a competere nel campionato che le regalò fama e gloria grazie alle vittorie della Celica nella prima metà dei '90.

Ora, alla luce dei recenti fatti di cronaca, il confronto Volkswagen - Toyota assume una valenza simbolica enorme. La sfida infatti non avrà più un mero significato economico e agonistico, mettendo "semplicemente" sullo stesso ring i due più grandi pesi massimi del mondo auto (con oltre 10 milioni di veicoli all'anno ciascuno), ma contrapporrà due differenti filosofie aziendali. Toyota, leviatano nipponico sostenitore dell'ibrido che non ha perso occasione di spolverare un vecchio spot "anti-emissioni"
non appena ha saputo che i colleghi tedeschi annaspavano in acque perigliose, e Volkswagen, il gigante bugiardo che anche attraverso lo sport dovrà riconquistare gli sfiduciati post-dieselgate.

Perché il Rally, come ci ha raccontato nel parco assitenza il numero 1 di VW Motorsport Jost Capito (che, per la cronaca, non ha origini italiane), "è il banco di prova ideale per testare nuove soluzioni di prodotto e se hai l'auto di serie migliore è più facile sviluppare la vettura da competizione". Ma è anche vero, aggiungiamo noi, che il motorsport è da sempre l'unico medium per conquistare allori e gloria, indispensabili per avere un fascino sul pubblico che travalichi quello del semplice costruttore di auto. Mr. Capito, ovviamente, non anticipa nulla sulla vettura che debutterà nel 2017 e che oltre a sfidare Toyota Yaris dovrà anche rispettare le nuove norme FIA: "Stiamo effettuando i test, ma posso garantire che è la stessa auto, solo modificata per le nuove regole. Considero il cambiamento molto positivo, era la cosa giusta da fare: non si tratta di una rivoluzione ma di una evoluzione". Più potenza, con cavallerie che passeranno fino a 380 cavalli, soluzioni aerodinamiche diverse, vetture più larghe: ci sarà da divertirsi. 

Dopo pochi minuti Jost ci deve  abbandonare per andarsi occuparsi dei suoi figli. Sta parlando dei piloti, ovviamente: Seb, Jari e Mik : "sono diversi uno dall'altro, ma come un buon padre li amo tutti allo stesso modo". E proprio il figlio minore in Spagna ha regalato al padre una gioia che profuma di future glorie: Mikkelsen vince il suo primo rally davanti a Latvala, con Ogier che rovina una tripletta già confezionata andandosi a stampare contro un guardrail a 4 km dalla fine. Poco male, le nouveau roi del rally ha sempre il Galles per vincere l'ottava gara della stagione e chiudere in bellezza. E morale della favola ci si imbarca sull'aereo con una sensazione: per Toyota non sarà facile scalzare Volkswagen dalla vetta.

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