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Val Menaggio, pedalando di lago in lago

Da Menaggio a Porlezza sul tracciato dell’ottocentesca ferrovia, tra aree naturalistiche e punti panoramici

Val Menaggio, pedalando di lago in lago

Tra i tanti itinerari ciclabili che negli ultimi anni sono stati ricavati sui tracciati di antiche ferrovie dismesse, tra i più affascinanti c’è quello che collega le cittadine di Menaggio, sul lago di Como, e Porlezza, sulla sponda italiana del lago di Lugano.
La linea ferroviaria tra Menaggio e Porlezza, inaugurata nel 1884, nacque con lo scopo di incrementare il turismo dal nord Europa verso la regione dei laghi. Arrivati in treno a Lugano, i passeggeri proseguivano con il piroscafo fino a Porlezza e da qui con il treno fino a Menaggio. Tra le due guerre mondiali, fino al 1939, la linea ferroviaria venne sfruttata come sistema di trasporto locale, per poi cadere in abbandono al termine della secondo conflitto.

Il percorso ciclabile, lungo poco più di 13 chilometri con un dislivello complessivo di 250 metri, si sviluppa nella Val Menaggio, per lo più su fondo asfaltato con alcuni brevi tratti su strade aperte al traffico automobilistico, e tocca la riserva naturale Lago di Piano.

Punto di partenza è la vecchia stazione ferroviaria di Menaggio, nei pressi dell’imbarcadero, oggi a sede del Consorzio Agrario, da cui si porta con poche pedalate all’Ostello della Gioventù per imboccare dopo un breve sterrato la salita che segue il fianco del Monte Crocetta e sbuca sulla statale 340. Proseguendo in salita fino al successivo tornante si arriva infine sulla ciclopedonale, il cui percorso si addentra nella valle passando per una galleria lunga 90 metri e si interrompe sulla strada provinciale di Grandola. Qui si interrompe la cilabile e occorre fare attenzione al traffico. Passando per via Roma, via Gonte e via Cascinello Rosso si sbuca quindi nuovamente sulla statale 340, che si attraversa seguendo le indicazioni per Bene Lario-Grona fino a riprendere, dopo circa 200 metri, la pista ciclabile. Vicino al paese di Grona la pista si interrompe ancora e occorre proseguire per un tratto lungo via Cascine prima di riprenderla seguendo le indicazioni per Lago di Piano. Si entra quindi nel territorio della Riserva Naturale Lago di Piano e superato l’ingresso del campeggio, si prosegue costeggiando la riva del piccolo lago fino ad arrivare alla Casa della Riserva, dove si può approfittare dell’area picnic per una sosta e dove si trova l’ufficio informazioni con piccolo eco-museo (tel. 0344 74961). Sulla sinistra si intravede il Montecchio del Brione, un dosso di formazione glaciale e, più in alto, il borgo rurale di origine medievale di Castel San Pietro, con le antiche case addossate le une alle altre, le murature in sasso e un’unica via d’accesso che attraversa un portale ad arco.

Proseguendo sulla pista ciclabile si attraversa un ponte di legno sul fiume Cuccio di cui si segue il corso fino a incrociare la strada provinciale 14 e, dopo un centinaio di metri, il complesso residenziale di Porto Letizia dove si riprende la pista ciclabile che costeggia il lago. Superato il ponticello sul fiume Val Rezzo, si scendono alcuni gradini per arrivare sul lungolago di Porlezza.

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