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Dieselgate, coinvolte 2,1 mln di Audi e 1,2 di Skoda

Dieselgate, coinvolte 2,1 mln di Audi e 1,2 di Skoda
© REUTERS

Nuovi dettagli sullo scandalo che ha travolto il Gruppo Volkswagen. E nel frattempo negli USA si indaga su Mini. 

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 Pasquale Di Santillo

martedì 29 settembre 2015 09:33

Al festival dei numeri del dieselgate, quello delle vetture del Gruppo Volkswagen con il motore illegale causa congegno che limita - scorrettamente - le emissioni, ormai non manca più nessuno. Gli ultimi parlano di 2,1 milioni di Audi e 1,2 milioni di Skoda sul totale degli 11 milioni che sono stati già dichiarati ufficialmente “taroccati” dagli stessi vertici VW. E soprattutto dalle nostre parti, si nutrono seri dubbi anche sulle Seat Leon che prima dell’estate avevano vinto la gara di appalto per fornire Carabinieri e Polizia di Stato delle vetture per il loro servizio quotidiano. Si tratta al momento di 206 vetture (106 per i Carabinieri, 100 per la Polizia) che nell’ambito dell’accordo triennale potevano arrivare ad un totale di 4.000 macchine (gli ordini erano arrivati già quasi a quota 1000). I dubbi riguardano come sempre il motore 2.0 TDI da 150 cv sotto inchiesta anche nelle altre vetture coinvolte.

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ULTIMATUM. In attesa di maggiori chiarimenti, resta l’ultimatum dell’Ufficio automobilistico federale tedesco (KBA) che ha dato tempo alla Volkswagen fino al 7 ottobre per sistemare la situazione e rimettere in ordine i diesel taroccati dal software, pena il ritiro del permesso di circolazione delle auto in oggetto: insomma un blocco totale.
   
SOLUZIONI. Ma il problema non è di facile soluzione: intervenire in maniera pesante sul motore avrebbe costi altissimi, qualche analista calcola oltre 20 miliardi di dollari, considerando tutte le vetture in circolazione. Cercare palliativi tecnologici, rischierebbe invece addirittura di peggiorare la situazione. Le macchine potrebbero perdere potenza e consumare di più, alimentando altre cause per danni da parte dei clienti, senza dimenticare il terreno agevole lasciato ad una concorrenza pronta ad approfittarne. La sensazione è che Volkswagen stia lavorando incessantemente per risolvere il caos autogenerato in maniera definitiva per rispetto del glorioso marchio tedesco e per la dignità di tutti i 600.000 lavoratori sparsi in tutto il mondo. Anche perché il rischio finale potrebbe essere quello di dover “rottamare” tutte le macchine incriminate e allora sì che il dieselgate si trasformerebbe in una Guerra Mondiale delle auto dalle conseguenze non prevedibili per l’economia generale. Per la cronaca ieri Volkswagen ha perso un altro 8% in Borsa
   
INDAGATO. Per chiudere, l’ex CEO, Martin Winterkorn, secondo l’agenzia Bloomberg è sotto inchiesta per truffa da pate della Procura della Bassa Sassonia, si moltiplicano le azioni legali da parte di consumatori e vari soggetti nei confronti di Volkswagen. Sempre secondo Bloomberg, in Virginia è scatta la prima causa legale da parte di investitori che si sono sentiti gabbati dalla valutazione non corrispondente alla realtà. Negli Usa al momento sarebbero state attivate 80 class action, mentre in Italia il Codacons ha annunciato la raccolta di 12.000 pre adesioni alla class action contro la Casa di Wolfsburg. Sul tema è intervenuto il Ministro per le Infrastrutture e i Trasporti Graziano delrio a Bologna per l’inaugurazione di Cersaie «E' possibile, non si può prevedere, è certamente possibile». Così ha replicato a chi gli chiedeva se anche in Italia fosse possibile una class action verso Volkswagen.
   
PULIZIA. Volkswagen avrebbe sospeso i responsabili della ricerca e sviluppo (R&D) di Audi, Porsche e della casa madre. E' quanto si legge sul sito Reuters citando fonti vicine al dossier. 
   
RICHIAMO MINI. Dopo Volkswagen, anche Bmw sotto inchiesta delle autorità americane. La National Highway Traffic Safety Administration, l'autorità per la sicurezza stradale, sta indagando su Mini per i ritardi nel risolvere i problemi delle auto che non hanno superato i crash test. I modelli nel mirino sono 30.000 Mini Cooper e Cooper S.

 

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