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Roma, "inferno" Atac: caldo asfissiante sui bus e in metro si va a singhiozzo

A causa delle norme anti-COVID e della cattiva gestione degli impianti d'aria condizionata, i passeggeri viaggiano con temperature asfissianti oltre i 30°. E la improvvisa "mancanza di personale" fa chiudere la metro Baldo degli Ubaldi fino a data da destinarsi: disagi anche a Re di Roma

Roma,

Giorni "caldi" per il trasporto pubblico romano. In tutti i sensi. Le temperature estive iniziano a farsi sentire anche e soprattutto sui mezzi di trasporto della Capitale tra autobus roventi, afa amplificata dalle mascherine e i guanti che vanno tenuti obbligatoriamente a bordo delle vetture, e la metropolitama che viaggia a singhiozzo recando ulteriori disagi ai pendolari. E adesso bisogna considerare anche i provvedimenti anti-contagio emanati dalle autorità sanitarie, che vietano l'utilizzo del "ricircolo interno dell'aria", in dotazione al 50 % della flotta Atac.

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ARIA CONDIZIONATA? CI SONO PROBLEMI

I mezzi di trasporto pubblico di superficie romani hanno comunque gli impianti dell'aria condizionata, che potrebbero ovviare al grande caldo. Ma i suddetti impianti sono obsoleti, oppure necessiterebbero di una manutenzione ordinaria, che in realtà avviene sempre in ritardo.

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"Siamo come sempre in ritardo con gli interventi sugli impianti. La metà non funziona", analizza Michele Frullo di Usb, Unione sindacale di base, in un'intervista a Roma Today. Che poi giudica in maniera negativa anche la soluzione paventata per "ovviare" al problema, ovvero quella di tenere sempre i finestrini delle vetture aperti, viste le temperature che all'interno dei mezzi superano abbondantemente i 30°: "Sono troppo piccoli, non si può pensare che bastino a rinfrescare l'aria".

Metro A nel caos più completo

Nel frattempo non è finita qui perché anche la rete metropolitana vive momenti infernali. Nella mattinata di oggi, mercoledì 24 giugno, è stata chiusa per più di un'ora la stazione della Metro A Re di Roma per un "causa guasto tecnico Impianti di traslazione". Disagi ai pendolari che si sommano anche allo stop di ieri della fermata Furio Camillo, sempre della stessa linea, che ha lasciato i viaggiatori a piedi per un guasto tecnico. 

Il culmine poi è stato raggiunto nella serata di ieri, intorno alle 19, con la chiusura a sorpresa la fermata della metro linea A Baldo degli Ubaldi., ancora inattiva. La motivazione è clamorosa: "indisponibilità di personale". In pratica, sarebbe rimasto scoperto un turno lavorativo, in quanto l'addetto al gabbiotto della stazione, dove vengono monitorate le scale mobili attraverso i monitor, aveva preso un giorno di congedo e non è stato trovato un rimpiazzo. La fermata è stata così chiusa per motivi di sicurezza già dal 23 giugno, con i treni che transitano senza fermarsi. E il bello è che Atac non ha ancora indicato l'eventuale riapertura.

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ADDETTO DI STAZIONE TRA FERIE E PERMESSI

Praticamente ad essere assente era una figura che funge sia da controllore che da manutentore: l'addetto di stazione verifica che le scale mobili funzionino a dovere e, nel caso di un guasto, interviene per riparare il danno.

In questo periodo storico, i permessi come quello preso dall'addetto di Baldo degli Ubaldi vengono concessi in maniera più semplice in un ottica di gestione del personale nella Fase 3, ma Atac non è riuscita a trovare un sostituto in tempo.

Sulla vicenda è intervenuto anche Roberto Ricci, responsabile mobilità della Fit Cisl del Lazio, intervistato da Il Messaggero: "L'azienda ha provato a metterci una pezza troppo tardi. È vero che tra permessi per la legge 104 e ferie gli addetti sono pochi, ma in questo ultimo periodo il responsabile delle linee A e B ha smesso di autorizzare gli straordinari per la copertura dei turni. Soltanto ieri mattina Atac ha cercato nelle altre stazioni un sostituto, ma nessun dipendente, perché gli addetti alla stazione non sono molti, avrebbe accettato, proprio perché le disposizioni di via Prenestina (sede Atac, ndr) vietano il ricorso allo straordinario".

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