Euro 7, realismo per aiutare Case e cittadini
L’aveva detto Tavares, il grande capo di Stellantis qualche giorno fa al Salone di Parigi: «Le industrie automobilistiche stanno investendo come mai prima per passare all’elettrico e non hanno riserve di disponibilità finanziarie per progettare Euro 7 per i motori tradizionali». Ci auguriamo che sul tema una decisione finalmente realistica sarà presa dalla Commissione Europea ai primi di novembre. Sembra infatti che l’Euro 7 sarà praticamente una fotocopia dell’Euro 6. E speriamo lo sia davvero, perché l’industria automobilistica e i consumatori sono in grande difficoltà. Il costo dell’energia e il prezzo delle materie prime hanno reso anche le automobili tradizionali care e in molti casi inaccessibili alle classi con minori disponibilità economiche.
La vocazione dell’automobile è la democratizzazione e l’ampia diffusione per consentire la libertà di movimento. I prezzi delle auto elettriche invece sono solo per gli alto spendenti e l’introduzione di un Euro 7 con regole ancora più stringenti renderebbe le vetture tradizionali ancora più care. Insomma, un bagno di realismo e una presa coscienza della Commissione che ci auguriamo sia davvero tale.
I diktat dell’UE sul tutto elettrico dal 2035 stanno consegnando la parte centrale e bassa del mercato ai produttori cinesi che controllano la stragrande maggioranza delle materie prime pregiate, essenziali per produrre le batterie delle vetture elettriche. Gli Stati Uniti hanno introdotto riconoscimenti fiscali soltanto alle auto prodotte in America. Combattere la Cina nell’arena del libero mercato, quando la loro economia si basa su un modello dirigistico non comparabile con il nostro e costi sociali nettamente inferiori, è ingenuo e irrealistico. Se vogliamo continuare a tenere in piedi le nostre fabbriche auto in Europa e scampare ad un disastro economico/ sociale di consegue enormi, dobbiamo affrontare il tema dell’aria pulita in maniera più realistica e sostenibile.
