L'Europa e l'insidia Cinese

L'Europa e l'insidia Cinese

Chi vuole fare volumi in Europa deve vincere con le automobili piccole e medie, segmenti in cui si concentra la grande maggioranza di acquisti dei consumatori europei
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Il mercato delle automobili in Europa cresce un po’ in ottobre, ma non basta per rispondere alle richieste dei consumatori e alla salute sociale dei produttori europei, che invece continuano a ridurre il personale e programmare la chiusura di fabbriche. Nei dieci mesi tra gennaio e ottobre si sono immatricolate 11.005.580 vetture, poco più di 20.000 rispetto allo scorso anno. I produttori europei occupano otto sulle prime dieci posizioni di Brand produttori, due sono Toyota e Hyundai. I cinesi crescono, ma ci vorrà un po’ di tempo prima che entrino nella classifica delle top ten.

Chi vuole fare volumi in Europa deve vincere con le automobili piccole e medie al di sotto dei quattro metri e mezzo. Qui si concentra la grande maggioranza di acquisti dei consumatori europei. I cinesi per il momento stanno importando soprattutto vetture di qualità ma medio grandi.

Qualcuno tuttavia, sta scendendo di classe nell’offerta e gli effetti positivi di volumi si notano. I cinque principali mercati europei: Germania, UK, Francia, Italia a Spagna, rappresentano il 70% dei volumi che si realizzano in Europa e se si vuole decollare in questo continente bisogna conquistare questi mercati. Sono anche mercati di grande tradizione e produttori, dove i consumatori sono abituati ai Brand tradizionali, tedeschi e francesi ma sono anche pronti a comprare brand extra europei se in linea con i loro desiderata. È già successo con le automobili giapponesi e coreane e fino a qualche tempo fa anche con le filiali europee degli USA. I cinesi si debbono confrontare con questa realtà e da parte loro hanno delle possibilità di crescita ben identificate. Come prima cosa sembrano consapevoli del fatto che i consumatori vanno assecondati nelle loro scelte e non possono essere confrontati con offerte di prodotti non affini. I cinesi sembrano operare in maniera pragmatica e non ideologica. Questo approccio favorirà la loro crescita e insieme alla qualità dei prodotti e i costi contenuti saranno in grado anche di offrire vetture piccole e medie competitive. I produttori europei sono a un bivio e se vogliono sopravvivere debbono fare la scelta di direzione giusta e non ideologica ma si debbono sbrigare.


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