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Caschi d'Oro Autosprint, il premio che ha scritto la storia della F1

Caschi d'Oro Autosprint, il premio che ha scritto la storia della F1

Grande festa a Milano per la cinquantesima edizione dei Caschi d’Oro, premio che ha scritto la storia del motorsport: tra i premiati Hamilton, Montezemolo e Andretti. 

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dal nostro inviato Andrea Ramazzotti

mercoledì 16 dicembre 2015 12:27

MILANO - Una serata da ricordare. Con ospiti illustri come Luca Cordero di Montezemolo, Marco Tronchetti Provera, Mario Andretti, Alberto Bombassei e Jacques Raynaud. E’ stata celebrata ieri all’Auditorium Pirelli la cinquantesima edizione dei Caschi d’Oro, prestigioso riconoscimento assegnato da Autosprint, il settimanale del gruppo Conti Editore di proprietà della famiglia Amodei. Il premio, che da mezzo secolo riunisce sullo stesso palco i campioni e i vincitori delle categorie minori della stagione di motorsport, ha avuto un grande successo come in passato visto che se lo sono aggiudicato fuoriclasse del calibro di Ayrton Senna, Jody Scheckter, Michele Alboreto, Sandro Munari, Miki Biasion, Riccardo Patrese, Michael Schumacher, Alex Zanardi e Sebastian Vettel. L’evento, presentato da Jimmy Ghione e Federica Masolin, ha visto in sala la presenza di tutti i vertici del nostro gruppo tra i quali i direttori del Corriere dello Sport-Stadio, Alessandro Vocalelli, di Tuttosport, Paolo De Paola, e di Corrieredellosport. it e di Tuttosport.com, Xavier Jacobelli. 

CASCHI LEGENDS - L’edizione 2015, la numero 50, ha ripercorso la storia dei Caschi d’Oro e sono stati assegnati riconoscimenti alla carriera, i Caschi d’Oro Legends. Sul piano manageriale il premio è andato a Luca Cordero di Montezemolo, il presidente protagonista dell’epopea Ferrari riportata a grandi successi con Schumacher al volante. L’ex dirigente del Cavallino Rosso, che stamani incontrerà il presidente della Repubblica Mattarella per presentargli il simbolo di Roma 2024, ha ringraziato per l’ennesimo trofeo di una carriera inimitabile. Per la categoria piloti sul palco è salito Mario Andretti che nei suoi 40 anni al volante ha vinto tutto e ovunque meritandosi il soprannome di “Eroe dei due mondi”. Infine il mondo del rally, con Carlos Sainz senior, padre dell’omonimo pilota di F.1, applaudito da una platea che tante volte si è esaltata per le sue prodezze sulle strade sterrate. Tra i premi “storici” anche quelli ai piloti che hanno caratterizzato la loro epoca ovvero Andrea De Adamich (Casco d’Oro anni ’60), Sandro Munari (Casco d’Oro anni ’70), Alessandro Nannini (Casco d’Oro anni ’80), Emanuele Pirro (Casco d’Oro anni ’90) e Tonio Liuzzi (Casco d’Oro anni 2000) più Giancarlo Minardi, ex costruttore di F1.

CASCHI D’ORO - Passando alla stagione 2015, non poteva mancare il riconoscimento, il terzo della sua carriera, per Lewis Hamilton e quello per la Mercedes Petronas che hanno vinto, anzi dominato, l’ultimo Mondiale di F1. L’inglese ha salutato con un video messaggio. Carlos Sainz junior invece si è visto consegnare il Casco d’Oro come miglior debuttante in Formula 1. C’era invece l’iridato del WTCC, il campionato del mondo Turismo, l’argentino José Maria Lopez, che ha concesso il bis dopo il trionfo del 2014. Per quel che riguarda i premi riservati agli italiani, il Casco d’Oro tricolore è andato a Antonio Giovinazzi, miglior pilota nel Motorsport (F.3), quello d’argento a Luca Ghiotto per il motorsport (GP3) e quello di bronzo ad Andrea Crugnola per il rally (WRC3).

PREMI SPECIALI - Altrettanto prestigiosi i riconoscimenti alle aziende presenti. Per l’enorme contributo tecnologico all’interno del Mondiale F.1 sono state premiate due “eccellenze” italiane, la Pirelli, riconfermata monofornitore delle gomme nel Circus fino al 2019 (c’era il padrone di casa Marco Tronchetti Provera), e la Brembo, prestigioso marchio da anni punto di riferimento per l’eccellenza mostrata nella realizzazione degli impianti frenanti (presente il presidente Alberto Bombassei). Tra gli ospiti d’eccezione anche Jacques Raynaud, vice presidente esecutivo di Sky Sport. La tv di Murdoch è stata premiata per come ha rivoluzionato il modo di raccontare la F.1 ai milioni di appassionati che

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