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Marchionne «Sulla 500L in USA avevamo aspettative troppo alte»

Marchionne «Sulla 500L in USA avevamo aspettative troppo alte »
© LaPresse

L'ad di FCA ha parlato del presente e del futuro del Gruppo italo-americano, dalla Giulia fino all'elettrico 

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di Alessandro Vai

lunedì 20 giugno 2016 12:31

ROMA - È un Sergio Marchionne a tutto tondo quello che ha parlato a Venezia, durante l’ultima giornata del workshop Italia-USA, a cui ha partecipato anche il Ministro dell’Economia Padoan. Gli argomenti toccati sono stati tanti, a partire dalle “solite” auto elettriche, che nel Gruppo FCA potrebbero arrivare con i marchi premium o sotto forma di una citycar più piccola della 500, ma anche nella sportiva Maserati su base Alfieri che potrebbe essere ibrida. Se quest’ultima arriverà quando lui sarà fuori dal Gruppo, l’argomento Volkswagen è di stretta attualità, con l’annuncio di Wolfsburg di produrre 2-3 milioni di auto elettriche entro il 2025.

«Io sono più modesto, mi aggregherei a qualcun altro per farlo – ha detto Marchionne - è meglio non fissarsi su una sola tecnologia, che in apparenza pare la soluzione completa, ma ha invece dei limiti a meno che non ci siano dei passi enormi per quanto riguarda la batteria». Batterie che, in ogni caso, FCA non produrrà direttamente, perché «esiste già un’industria dispostissima a farlo e una sfilza di fornitori e aziende di componentistica disposti ad aiutare noi e gli altri».

Secondo Marchionne, inoltre, l’idrogeno non è da sottovalutare «è una tecnologia che può rimpiazzare il motore a combustione – ha spiegato Marchionne – ma sono convinto che la maggioranza delle auto per il 2020-2021 avrà qualche elemento ibrido, altrimenti non ce la faremo mai a rispettare i limiti di emissione».  Quanto al primo trimestre di FCA, è in linea con le attese «Stiamo crescendo abbastanza bene in Europa, dove la situazione migliorerà ancora – ha aggiunto Marchionne - ci sono una sfilza di auto nuove che abbiamo lanciato al momento giusto e che abbiamo azzeccato, tra cui la Giulia che piace molto».

La Fiat 500L, invece, ha subito in calo e la Reuters ha riportato che in Serbia i turni produttivi scenderanno da tre a due, portando al licenziamento di circa 3.000 persone «Per la 500L c'erano aspettative forse troppo alte per il mercato americano: la crescita delle Suv ha spiazzato le monovolume – ha detto Marchionne - c'è stato uno spostamento da un segmento all'altro». Anche per questo «E’ stata una fortuna non aver rinnovato la Punto – ha spiegato Marchionne – avremmo fatto un errore di dimensioni bestiali, perché il mercato è cambiato. Anche per questo non faremo un SUV più piccolo, ce l’abbiamo già e si chiama Panda»

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