Dieselgate, accordo definitivo USA-Volkswagen da 14,7 miliardi

Approvato il patteggiamento da 14,7 miliardi di dollari proposto da Volkswagen per risarcire gli automobilisti negli Stati Uniti. L'accordo prevede anche il riacquisto da parte della casa tedesca di 475.000 auto a partire da novembre.
Dieselgate, accordo definitivo USA-Volkswagen da 14,7 miliardi
F.C.
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ROMA - Il Dieselgate, almeno negli USA, giunge (quasi) a una conclusione. Volkswagen ha annunciato che il Giudice Charles R. Breyer della Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Settentrionale della California ha approvato definitivamente l’accordo tra il Gruppo tedesco e i privati rappresentati dal Comitato Direttivo (Plaintiffs’ Steering Committee, PSC) nominato dalla Corte per risolvere le questioni civili relative ai veicoli Volkswagen e Audi con motore Diesel 2.0 TDI negli Stati Uniti.

Allo stesso tempo, il Giudice Breyer ha approvato anche il “Consent Decree” tra Volkswagen e il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti per conto dell’Environmental Protection Agency (EPA) e dello Stato della California tramite il California Air Resources Board (CARB) e il Procuratore Generale della California; e il “Consent Order” tra Volkswagen e la U.S. Federal Trade Commission. Tutti e tre gli accordi erano stati annunciati in precedenza. Si tratta di un patteggiamento da 14,7 miliardi di dollari, che prevede - per i clienti che lo richiedessero - anche il riacquisto da parte della casa tedesca di 475.000 auto a partire da novembre. In base all'accordo Volkswagen pagherà 10,03 miliardi di dollari per il riacquisto di auto e per risarcire i clienti. L'azienda ha inoltre concordato il versamento di 2,7 miliardi di Dollari in tre anni a un fondo fiduciario ambientale, gestito da un amministratore nominato dalla Corte, per compensare le emissioni di ossido di azoto (NOx) in eccedenza dei veicoli 2.0 TDI, e l’investimento di 2,0 miliardi di Dollari in 10 anni in infrastrutture per veicoli a emissioni zero e in iniziative di sensibilizzazione. Ma non finisce qui: Volkswagen rimane concentrata sulla risoluzione di altre questioni in sospeso negli Stati Uniti e continua a lavorare per giungere a un accordo con i possessori di vetture con motori diesel 3.0 TDI V6.

Poi c'è l'Europa: le discussioni con la casa tedesca "sono ancora in corso - ha detto la commissaria per l'industria della Commissione Europea Elzbieta Bienkowska rispondendo a una domanda durante una conferenza stampa - ma non sono contenta di come stanno andando". "Questa differenza di trattamento tra consumatori non va bene - ha aggiunto il vice presidente della Commissione Maros Sefcovic -: in Usa hanno i risarcimenti, in Europa le scuse. Dobbiamo assicurarci che i consumatori europei siano trattati in modo appropriato".

Nel frattempo i conti del colosso tedesco continuano a migliorare: Volkswagen chiude il terzo trimestre in utile e migliora le previsioni sui ricavi del gruppo per l'intero 2016. L'utile netto è risultato pari a 2,28 miliardi di euro, contro una perdita di 1,73 miliardi dello stesso periodo 2015 su cui hanno pesato gli accantonamenti per far fronte alle apese del Dieselgate. L'utile operativo è cresciuto a 3,31 miliardi di euro superando la stima media di 3,23 avanzata dagli analisti. Le vendite sono aumentate del 6,7% a 52 miliardi e ora il gruppo ha rivisto in meglio le attese sui ricavi e prevede di replicare il risultato del 2015 a quota 213 miliardi mentre l'estate scorsa aveva preventivato un calo del 5%.

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