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Dieselgate, trovato l'accordo anche per i 3.0 V6 TDI

Dieselgate, trovato l'accordo anche per i 3.0 V6 TDI

I modelli coinvolti sono i SUV Audi Q7, Porsche Cayenne e Volkswagen Touareg (tutti prodotti a partire dalla stessa piattaforma) e le berline Audi A6, A7 e A8, a cui si aggiunge il SUV compatto Q5.

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 Alessandro Vai

mercoledì 21 dicembre 2016 12:34

ROMA - Il Gruppo Volkswagen prosegue nella risoluzione dei problemi legati al Dieselgate, in particolare a quelli che riguardano il 3.0 V6 TDI, cioè l’ultimo motore per cui non erano ancora stati approvati gli interventi tecnici. Il gruppo tedesco ha annunciato oggi di aver raggiunto un accordo con il Dipartimento di Giustizia americano, l'Environmental Protection Agency e il California Air Resource Board hanno per gli 83.000 sei cilindri diesel americani “incriminati”. Per i modelli più recenti – 63.000 unità prodotte tra il 2013 e il 2016 – ci sarà una campagna di richiamo, mentre per quelli più vecchi (2009-2012) occorreranno delle modifiche più approfondite o addirittura il riacquisto da parte del concessionario.

NESSUN RISARCIMENTO PER I CLIENTI ITALIANI

3.0 TDI - I modelli coinvolti sono i SUV Audi Q7, Porsche Cayenne e Volkswagen Touareg (tutti prodotti a partire dalla stessa piattaforma) e le berline Audi A6, A7 e A8, a cui si aggiunge il SUV compatto Q5. Inoltre, i tedeschi dovranno anche versare 225 milioni di dollari in un fondo ambientale in cui di compensazione degli NOx, lo stesso che ne dovrà ricevere 2,7 miliardi nei prossimi tre anni a causa dei motori 2.0 TDI. Altri 25 milioni andranno direttamente al Carb che li userà per incentivare incentivare l'acquisto e l'utilizzo di veicoli a zero emissioni in California.

VOLKSWAGEN TAGLIERA' 30.000 POSTI DI LAVORO

RISARCIMENTI - Quanto ai risarcimenti per i singoli proprietari, la cui competenza è del tribunale federale di San Francisco, il medesimo che ha dato il bene stare sul precedente piano da 14,7 miliardi di dollari riguardante i 2.0 TDI. Gli importi verranno fissati entro il 31 gennaio 2017 ma le consultazioni tra il Gruppo Volkswagen e i clienti inizieranno già domani al cospetto del giudice Charles Breyer. A questo punto manca solo la conclusione dell’indagine penale che è in essere da oltre un anno e che dovrebbe giungere a conclusione prima del 20 gennaio prossimo, ovvero il giorno dell’insediamento di Donald Trump come Presidente.

EUROPA - Nel frattempo sul versante europeo, l’Autorità Federale per i Trasporti tedesca (KBA) ha approvato tutti gli interventi per l’aggiornamento dei veicoli Diesel con motore EA189 che sulle auto del Gruppo Volkswagen è montato in tante versioni differenti, soprattutto a livello di elettronica. Nelle prossime settimane, dunque, verranno avvisati tutti i rimanenti proprietari dei 2.0 TDI con il famigerato “defeat device” per portare la propria auto in officina e aggiornarla gratuitamente senza subire un peggioramento sui consumi, sulle prestazioni del motore o sulle emissioni acustiche.

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