Corriere dello Sport

News motori

Vedi Tutte
News motori

Der Spiegel accusa le maggiori Case auto tedesche: "Sono un cartello"

Der Spiegel accusa le maggiori Case auto tedesche: "Sono un cartello"

Il periodico ha pubblicato un'inchiesta dal titolo "Das Kartel" riguardante il Gruppo VW, Daimler e BMW. La Commissione europea sta valutando le informazioni

Sullo stesso argomento

 

lunedì 24 luglio 2017 09:59

ROMA - "La Commissione europea e il Bundeskartellamt (l'Ufficio tedesco competente) hanno ricevuto informazioni" su un presunto cartello tra i grandi costruttori d'auto tedeschi Volkswagen, Audi, Porsche, BMW e Daimler "e la Commissione Ue sta le valutando". Lo spiega un portavoce dell'esecutivo europeo. "In questa fase è prematuro speculare oltre - aggiunge -. La Commissione e le autorità nazionali che si occupano di concorrenza collaborano in stretto contatto, nel quadro del Network sulla concorrenza europea".

Il settimanale tedesco Der Spiegel ha pubblicato un dossier dal titolo “Das Kartel”, il cartello: negli ultimi 20 anni le più importanti Case automobilistiche tedesche si sarebbero accordate su numerosi fronti, tra cui quello delle emissioni, con un’intesa sulle dimensioni del serbatoio dell'AdBlue, un additivo utilizzato per ridurre gli NOx prodotti dai diesel, contenendo le dimensioni entro gli 8 litri a vettura per contenere i costi. I manager delle aziende si sarebbero riuniti numerose volte per coordinare congiuntamente lo sviluppo di modelli, determinare i costi e scegliere i fornitori: "Hanno cooperato in segretezza, come se fossero divisioni della stessa azienda, la German Auto Inc.: un vero e proprio cartello" si legge su Der Spiegel.

Immediata la smentita di BMW. In una nota ufficiale si legge: “i veicoli BMW non vengono manipolati in linea di principio e sono conformi alle leggi. Compresi i veicoli con motore diesel”. Il Gruppo BMW rigetta categoricamente le accuse riguardanti le emissioni dei diesel Euro 6. L’inchiesta è stata pubblicata pochi giorni dopo l’annuncio di Mercedes, cui è seguito quello di Audi, di richiamare volontariamente rispettivamente 3 milioni e 850 mila vetture diesel per aggiornamenti ai software.    

Articoli correlati

Commenti