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Rolando Cellitti del Gruppo L'Automobile, sulla situzione post Covid-19

Vendere macchine ai tempi dell’emergenza Covid-19 e senza nemmeno l’ombra di un incentivo degno di questo nome per riattivare e stimolare la domanda, è un esercizio davvero complicato, quasi da equilibristi. Perchè trovare le soluzioni giuste ad un prezzo che invogli il cliente, già penalizzato dalla scarsa liquidità e dal momento generale, ad avvicinarsi ad una concessionaria e magari avviare/concludere una trattativa, è un po’ come cercare l’acqua nel deserto. E riuscire a trovarla.

Rolando Cellitti del Gruppo L'Automobile, sulla situzione post Covid-19

Rolando Cellitti, Amministratore Unico del Gruppo L’Automobile Roma da tre anni ha iniziato a costruire un percorso virtuoso avviato dalla sede principale di via Tiburtina a ridosso del GRA, inaugurata a ottobre 2016, cui ha fatto eco l’apertura dello showroon di Latina un anno fa. In tutto sedici sedi operative in tutto il Lazio: «Prima dell’emergenza Covid-19 davamo lavoro a 300 persone in tutto il Gruppo, di cui 45 esclusive per AUDI. Oggi stiamo cercando di capire come andare avanti».
Al netto delle problematiche di cui siamo tutti consapevoli, che eredità ha lasciato questa emergenza?
«Di fatto, ha generato l’accelerazione di un processo già avviato, quello cioè della digitalizzazione, dello smartworking, basato anche su un concetto di formazione del personale. Che operativamente si è tradotto sul fronte della vendita, in trattative on line, video call per avere preventivi dai venditori e video streaming per la presentazione dell’auto come anche test drive a domicilio. Mentre sul versante Service, c’è il ritiro-riconsegna, sempre a domicilio, della vetture che necessitano di interventi di assistenza. Ma una cosa è certa, nulla tornerà davvero come prima. C’è sicuramente una gran voglia di ripartire e lo stiamo facendo ma la velocità con la quale si sta muovendo tutto il meccanismo fa comprendere che se va bene arriveremo all’80% del mercato originale. Anche perchè l’assenza di incentivi e di interventi da parte del Governo sta solo generando confusione e ulteriori rallentamenti. Così non si riesce nè a rinnovare il parco circolante, nè a smaltire lo stock di macchine invendute».
In termini di sicurezza, come vi siete mossi?
«Come immagino tutti quelli che operano nel nostro settore: dispositivi di sicurezza per tutto il personale - gel, mascherine e guanti -, spazi riorganizzati in funzione del distanziamento sociale tra scrivanie anche con divisori in pexiglass e sedute dei clienti e la sanificazione di tutti gli ambienti, oltre che delle macchine».
In una situazione del genere, come si può andare incontro al cliente?
«Gli strumenti forniti da AUDI sono davvero notevoli. Da una parte, AUDI Value che garantisce il valore futuro della vettura per poterla guidare subito per poi scegliere al termine del finanziamento se completare l’acquisto, sostituirla o restituirla. Dall’altra, il noleggio a privati che include nella rata fino a 3 anni di bollo, RCA e manutenzione, anche qui facendo guidare un’AUDI senza acquistarla con l’aggiunta dell’offerta attuale che prevede le prime tre rate a carico di AUDI stessa».
E poi c’è il prodotto, l’altro valore aggiunto di AUDI...
«Puntiamo molto sulla nuova AUDI A3 Sportback che ha tutto per restare una delle vetture più vendute e di conservare il ruolo centrale che ricopre nella gamma. L’elettrificazione dei modelli evolve i contenuti ecologici delle macchine a partire dall’ibrido che sia plug-in o mild-Hybrid, capaci di garantire anche con la nuova A6 Avant TFSI una marcia fino a 40 km in puro elettrico. Il full electric che vede il debutto della e-tron Sportback è di livello altissimo. Ma avrà bsiogno di un po’ più di tempo per imporsi per il problema culturale del nostro Paese che ancora non ha fatto decollare le infrastrutture».

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