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Nissan Juke, il neoclassico divertente: la prova

Nissan Juke, il neoclassico divertente: la prova

A due anni dall'uscita del restyling in un mercato invaso dai Suv compatti, la Juke è ancora un'opzione valida? La prova della 1.5 dCi N-Connecta

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 Francesco Colla

venerdì 3 marzo 2017 11:04

ROMA - Negli ultimi anni il mercato dell'auto è stato letteralmente sommerso dagli sport utility e anche il segmento B offre ora una vasta scelta di crossover adatti sia alla vita in città che a qualche piccola avventura. Nissan Juke può essere considerata la capostipite della categoria e solo recentemente il suo ruolo di leader nel segmento è stato insidiato da un'agguerrita concorrenza, guidata in Italia dalla Fiat 500X.

Abbiamo deciso di rimettere alla prova la Juke, per vedere quanto un modello lanciato ormai anni fa sia in grado di reggere il passare del tempo e il confronto con le nuove competitor. La versione scelta è la 1.5 dCi in allestimento N-Connecta, personalizzata con uno dei pacchetti Nissan Design Studio: la carrozzeria nera è dunque esaltata da vistosi dettagli rosso lacca, come le calotte degli specchietti (con chiusura elettronica) e le finiture dei grandi cerchi da 18 pollici.

Una vettura per distinguersi, una piccola “urban warrior” adatta a sfidare il traffico ma anche ad affrontare viaggi medio-lunghi. Anche se l'abitabilità non rimane uno dei punti di forza del modello: lunga 4,13 metri offre spazio a sufficienza per chi siede davanti, ma i passeggeri dietro rischiano di essere un po' sacrificati sia per quanto riguarda lo spazio per le ginocchia che quello in altezza. D'altronde non si può avere tutto e l'inconfondibile profilo posteriore della Juke non consente di offrire un abitacolo da monovolume. Discreto, per le dimensioni dell'auto, il volume del bagagliaio, che con il restyling del 2014 è stato portato a 354 litri per la versione 2WD. Per farla breve: si possono stivare tranquillamente due trolley. Scenografico, infine, il tetto in cristallo che illumina l'abitacolo vivacizzato da dettagli brillanti su console, pomello del cambio, etc.

Si parte: la posizione di guida alta, combinata alla conformazione dell'anteriore, garantisce una visuale perfetta, pregio che facilita non di poco le manovre. Per quanto riguarda il posteriore, viste le dimensioni ridotte del lunotto, meglio affidarsi alla telecamera, di serie sulla versione N-Connecta, da visualizzare sul display touchscreen da 5,8 pollici. Sotto al quale troviamo un secondo display, più piccolo, che ci informa sulla modalità di guida prescelta.

Partiamo con Sport, quella che maggiormente esalta le doti della Juke e del motore 1.5 da 110 cavalli e 260 Nm a 1750 giri, abbinato al cambio manuale 6 marce. Ovvio, non è una GT-R, ma l'assetto rigido e il motore brillante invogliano a spingere e la Juke si rivela scattante, dinamica e sempre composta. Tuttavia in città è preferibile impostare la marcia su Eco, programma che toglie brio alla vettura ma garantisce consumi più contenuti a una macchina comunque piuttosto sobria, capace di percorrere in città quasi 20 km con un litro. Unico difetto rilevato durante la guida, alcuni scricchiolii delle plastiche, messe a dura prova dalle sconnessioni delle strade romane.

Ma in definitiva Juke rimane certamente una delle proposte migliori nel segmento dei crossover compatti, divertente da vedere e da guidare, nonché capace di offrire un'ampia dotazione di serie, sia sotto il punto di vista della tecnologia di bordo che dei sistemi di sicurezza.

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