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Opel Astra Dynamic OPC Line, il bello della sportività

Opel Astra Dynamic OPC Line, il bello della sportività

Al volante delle versioni più sportive della compatta di Russelsheim, sia benzina che diesel

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di Pasquale Di Santillo

venerdì 31 marzo 2017 14:43

ROMA - Lasciate che i ragazzi - e non solo loro - scoprano ancora il piacere di guidare (con buon senso) oltre che navigare, ormai senza limiti, nei loro smartphone. La guida autonoma? Ok, va bene, quando arriverà, ne parleremo. I SUV? Ce li hanno tutti e per una famiglia magari c’è ancora tempo. Oltre le mode, i riti e le tendenze ormai acclarate si può trovare anche la proposta giusta per tornare a divertirsi alla guida di una vettura, senza per questo andare falliti, genitori permettendo. Che poi sarebbero i primi a sottrarla alla prole.

SORPRESA - La macchina che non t’aspetti è una macchina dall’apparenza normale, che normale non è, dietro quell’abito più o meno conosciuto che come spesso accade non fa il monaco. Figlia naturale e riconosciuta di un modello venuto così bene e piaciuto altrettanto come l’Opel Astra, la versione Dynamic OPC Line è una sorta di divertimento scelto, voluto e sviluppato proprio per superare le convenzioni e proporre qualcosa di diverso, fuori dal coro. Un anticipo della capacità, decisamente Opel, ante vendita al Gruppo PSA, di sfornare macchine accessibili a tutti e allo tempo stesso destinate a lasciare il segno, per design, motori e innovazione tecnologica, proprio mentre è in rampa di lancio la nuova Opel Insignia, l’ammiraglia rivista e corretta che ha già venduto oltre 900.000 pezzi dal 2009.

VALORE - Ma se dici Astra, capisci subito che con quella base - che poi ha molto in comune con la sua esaltazione sempre in chiave Insignia - la versione Dynamic OPC Line, è vincente in partenza con tutto il bagaglio di novità portate sul mercato nel 2015, compresi i 400.000 ordini in meno di due anni e il premio Auto dell’Anno 2016. E soprattutto senza dimenticare un valore residuo da record, con una svalutazione che le ultime ricerche danno pari a solo il 41,5% dopo tre anni (o 60.000 chilometri), davanti anche alla VW Golf (svalutazione del 43,5%).

ABITO - E con una premessa del genere che ci si avvicina carichi di curiosità all’Astra versione doppio divertimento, cioè Dynamic OPC Line. Quella umana, con il’1.6 biturbo diesel CDTI da 160 cv (ma c’è una versione anche da 136 cv) o quella mostruosa a benzina, sempe 1.6 da 200 cv. Le prime due, sviluppate dal GM Global Propulsion System Engineering Center di Torino (che rimarrà a GM anche dopo il closing PSA-Opel) è il cuore del divertimento possibile. Che inizia con gli occhi, con le linee del design ritoccate ad hoc per regalare quel senso di sportività che ben si sposa con tutto il pacchetto, paraurti maggioranti davanti e dietro, l’assetto ribassato, il tetto appena più più spiovente, per quell’aria ancora più coupé senza parlare degli altri mille dettagli che crano una nuova dimensione di sportività raffinata, in sala tecnologica.

MOTORE - Un divertimento che continua appena si accende il motore. Anzi, appena si innesta la prima marcia del cambio manuale a sei rapporti: perchè capisci subito che sotto non c’è un’Astra normale, ma qualcosa di decisamente diverso. Va bene la dieta da quasi 200 kg di mamma Astra, ma qui si vola. La posizione di guida è decisamente armonizzata con il concetto di sportività, come tutto il cruscotto, il volante e il cambio, al servizio del conducente, che completa quel senso di sportività elegante, nonostante interni precisi, rifiniti ma non evoluti, probabilmente per una scelta precisa. Poi dalla forma si passa subito alla sostanza.

DIESEL - Perchè in marcia, il diesel è silenzioso il giusto e la macchina rimane attaccata alla strada anche quando si tenta qualche poderoso scatto per prendere un paio di curve in maniera allegra. E se si ha la fortuna di portarla in pista, anche il cronometro regala soddisfazioni visto che si ferma intorno ai 4” prima della migliore concorrente del proprio segmento. Perchè la grande qualità delle motorizzazioni Opel riguarda proprio la disponibilità di una coppia importante già a partire dai 1500 giri, sia nel caso dei 280 o degli incredibili 350 Nm dei diesel 136 o del biturbo da 160 cv.

TURBO - Con i due turbo capaci di lavorare alla grande ai bassi come gli alti regimi e soprattutto con grande progressività quando si spinge a tutta. Piuttosto che dei 320 Nm del turbo SHT Dynamic a benzina con 200 cv a disposizione. E non ci vuole una grande immaginazione per comprendere il piacere totale che si prova quando la potenza arriva direttamente alla ruote e proietta questa Astra diversa e un po’ speciale in una dimensione tutta sua, fatta di divertimento puro.

ZERO RINUNCE. Si potrebbe pensare che Astra Dynamic OPC (che sta per Opel Center Performance, la Divisione di Opel che si occupa delle vetture più sportive) con queste sue indubbie qualità sia costretta a perdere per strada qualcosa. E invece no: perchè gli spazi sono abbondanti sia davanti che dietro. Si sta comodi in quattro e nemmeno il quinto soffre troppo. Mentre non viene assolutamente intaccato l’impatto delle novità tecnologiche portate nel 2015 da mamma Astra.

DOTAZIONE - La Dynamic OPC Line è infatti dotata dell’equipaggiamento completo dello stesso pacchetto innovativo Astra, a cominciare dall’IntelliLux con Led Matrix, il sistema di illuninazione che gestisce in automatico gli abbaglianti e arriva ad illuminare con il suo fascio di luce fino a 400 metri avanti, per finire al sistema di infotainment intelliLink e al servizio OnStar di assistenza h24 ai clienti di ogni genere, ricerca ristoranti compresa, e disponibile nella lingua del cliente stesso, il tutto fruibile tramite app.

PREZZO - Con l’aggiunta dei vari sistemi di ausilio alla guida come il Forward Collision Alert, oltre che alla recentissima inclusione del Cruise Control adattivo anche per versioni con il cambio manuale. Pacchetto reso accessibile, democratico grazie ad una strategia di prezzi intelligente. Il diesel infatti parte da 25.650 euro (il benzina da 200 cv da 25.150) per arrivare a superare i 30.000 e vista la qualità disponibile e il notevole valore residuo siamo nell’ordine del ragionevole per avvicinarsi ad una nuova dimensione della sportività. Sì, lasciate che i ragazzi scoprano ancora il piacere di guidare.

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