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Opel Insignia: «Stile e tecnologia guidano col cuore»

Opel Insignia: «Stile e tecnologia guidano col cuore»

Matteucci, a.d. Opel Italia: «È un vero capolavoro di proporzioni e di contenuti di qualità. C’è tutta la nostra capacità di fare auto»

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 Pasquale Di Santillo

venerdì 28 aprile 2017 11:23

FRANCOFORTE. Il cuore, toglietele tutto, ma lasciatele il cuore. Serve per sentirsi vivi, a prescindere dai battiti. E per dimostrare che anche se non costruisci, produci, vendi un SUV si può essere orgogliosi di fare una macchina, una bella vecchia berlina come una volta, anzi meglio di una volta, perchè la padrona del Terzo millennio, la tecnologia, ha trasformato tutto in splendide e funzionali carrozze. Se poi la berlina in questione è la Opel Insignia, erede moderna di indimenticabili modelli come Kaptain, Admiral e Diplomat, allora capisci che il cuore batte a prescindere perché fa parte del Dna di un costruttore, che ha realizzato un intero mondo, anche di tranquillità aziendale, proprio intorno a questa macchina, Auto dell’Anno nel 2009 e capace di vendere qualcosa come 940.000 pezzi in scarsi 9 anni (50.000 in Italia, quarto Paese al mondo). Il paradosso dei paradossi sta nella clamorosa coincidenza che vede arrivare la nuova Opel Insignia nell’anno della grande offensiva tedesca proprio nel campo dei SUV. Visto che in autunno, con il decollo Grandland X, dopo Mokka X, Crossland X e Karl Rocks sarà il costruttore generalista con la gamma SUV più ampia. Come l’offensiva globale, che con Insignia, probabilmente è la più grande mai portata sul mercato dal marchio della saetta. Aspettando il closing con PSA...

ORGOGLIO. Eppure il cuore batte sempre lì. Perché è lì che nascono le emozioni e le passioni. A Roberto Matteucci a.d. di Opel Italia quando parla della nuova Opel Insignia, brillano gli occhi. E non per semplice fermento contabile...«Per me è un capolavoro di proporzioni. Gli uomini del design hanno fatto un grandissimo lavoro di razionalizzazione, dalle forme esterne a quelle interne. E penso che il risultato finale sia davvero notevole. Senza contare i grandi contenuti tecnologici di cui dispone». Ma l’orgoglio nasce da lontano. «È sempre importante ricordare che la filosofia di nuova Insignia nasce dal Concept Monza che portammo nel 2013 al Salone di Francoforte. E bisogna dire che nella versione finale è rimasto molto di quell’imprinting. Insignia riesce ad esprimere tutto quello stesso spirito sportivo, con il tetto coupé ribassato di quasi 3 cm, la seduta del guidatore anche questa scesa di 3 centimetri, in modo che il conducente sia molto più connesso con la vettura proprio perché provi tutto il piacere di guidare, senza per questo perdere nulla della comodità visto che lo spazio aumenta per tutti». Oltre 500 milioni di euro investiti nello stabilimento di Russelsheim per nuova Insignia, una scommessa importante: ne valeva la pena vista la tendenza di vendita delle berline? «È’ inutile nascondersi: in Italia il segmento D si è ridotto della metà. Eppure rimane il cuore del nostro lavoro, il luogo dove trasferire la capacità Opel di fare macchine e di farle in un certo modo. Insignia è la nostra pietra angolare, il cofanetto che racchiude il nostro essere ancora artigiani dell’auto».

STILE. Ci dica i suoi 5 motivi per i quali, se fosse un cliente normale, comprerebbe la Opel Insignia. «Diventerei ripetitivo, perché i miei cinque motivi sono tutti e sempre legati allo stile, anche se declinati nella grande famiglia di Insignia. Dalla Grand Sport che è la berlina, alla Sports Tourer la versione familiare fino alla Country Tourer rialzata da terra di 20 mm e con il 4x4 Torque Vectoring (verrà presentata al salone di Francoforte a settembre ndr), senza dimenticare la versione supersportiva OPC e le versioni col cambio automatico AT8. In tutti i modelli ritrovo le proporzioni di prima, con il cofano lungo, la coda rastremata, la macchina che si allarga e abbassa diventando sportiva senza perdere in eleganza e soprattutto guadagnando spazi, anche in capacità di carico, e grandi contenuti tecnologici. Ecco, su 5 motivi di acquisto, due li lascerei alla tecnologia. Perché su nuova Opel Insignia troviamo tutte le grandi novità introdotte su Astra, moltiplicate all’ennesima potenza. I nuovi fari Intellilink Led Matrix a 32 Led, Opel Eye (di serie) che garantisce avviso di cambio involontario di corsia e mantenimento della traiettoria, frenata automatica d’emergenza con riconoscimento dei pedoni e riproduzione nel cruscotto dei cartelli stradali, On Star, parabrezza riscaldato, infotaiment con completa integrazione smartphone, head up display di nuova generazione, prestissimo l’hot sport wi fi, mentre il Cruise Control Adattivo (ACC) è optional».

DEMOCRAZIA. Non le sembra che il cruscotto con un solo display sia po’ un controsenso nel momento in cui lanciate la nuova Insignia, rispetto alla concorrenza? «In realtà penso sia stata una scelta precisa. Se come sembra presto (a gennaio? ndr) arriverà un display più grande da 9 pollici è evidente che non si è voluto modificare la struttura di una plancia comunque interamente rivolta al guidatore, semplice e intuitiva grazie anche alla riduzione dei tasti». Di certo non è una scelta economica, visti i prezzi che siete riusciti a mantenere più bassi anche con equipaggiamenti più ricchi... «Il listino parte dai 30.250 euro della 1.6 CDTI 110 cv cambio manuale a 6 marce ed è evidente che siamo riusciti a confermare la politica di offrire sempre più tecnologia e di livello sempre più alto ma resa ugualmente democratica e accessibile a tutti. Le aspettative? Siamo realisti. Ripeto, il segmento si è dimezzato. Io sarei soddisfatto di tornare ad essere il punto di riferimento di tutta quella clientela che ci aveva scelto, e di conquistarne dell’altra grazie ai nostri contenuti a prezzi possibili. Senza dimenticare che l’85% del mercato Insignia riguarda le flotte. Difficile fare previsioni per il 2017 perché di fatto cominceremo a vendere le nuove Insignia a fine giugno, ma il cliente deve sapere che se vuole una berlina di segmento D, generalista, deve passare da noi». Il cuore Insignia sta sempre lì, vietato toccarlo.

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