Marotta esalta il modello Inter 'e ora la Champions, mi manca'
Il n.1 nerazzurro: 'Adesso anche la Coppa Italia, Chivu la scelta giusta'
(ANSA) - ROMA, 04 MAG - "Tre scudetti in cinque anni con tre
tecnici diversi, è il modello Inter. La Champions? Un obiettivo
straordinario, mi manca". Giuseppe Marotta guarda avanti:
nell'esaltare il 21/o titolo conquistato il presidente
nerazzurro parla anche degli obiettivi che l'Inter deve ancora
raggiungere. E in ballo, per la stagione in corso, c'è ancora la
Coppa Italia. "Da Inzaghi e Chivu, tutto sommato è cambiato
poco. Abbiamo dato spazio alla continuità di un progetto, di un
modello che portiamo avanti da qualche anno - le parole di
Marotta a Radio anch'io lo sport -. Questo management ha vinto
tre scudetti negli ultimi cinque anni con tre allenatori
diversi: Conte, Inzaghi e adesso Chivu. Le proprietà erano
diverse, ma entrambe hanno dato delega ampia al management.
Abbiamo costruito un modello, che contiene dei valori importanti
e che ha dato la possibilità a questi tre grandi professionisti
di arrivare meritatamente a vincere lo scudetto". Sul tecnico
nessun dubbio: "Fabregas? Lo stimo moltissimo, con lui solo un
contatto preliminare, non siamo mai andati oltre. Abbiamo scelto
Chivu, rappresentava il profilo che cercavamo. E non abbiamo mai
avuto dubbi, non è nella mia cultura l'esonero. In più di 25
anni di militanza in Serie A non ho mai esonerato l'allenatore
durante la stagione. Abbiamo proseguito forti del fatto che
accanto a Chivu c'era una squadra molto forte e una società che
lo ha supportato sempre". La prossima stagione va alzata
l'asticella con la missione in Europa: "La Champions è un
obiettivo straordinario che tutti vorrebbero vincere. In dieci
anni, ho avuto la fortuna e la sfortuna di arrivare quattro
volte in finale, purtroppo le ho perse con due squadre diverse -
sottolinea Marotta -. E' un traguardo che mi manca, sarebbe
meraviglioso da raggiungere. Ma non ci si può lamentare.
Cercheremo l'anno prossimo di migliorare le performances in
questa competizione". Il dirigente nerazzurro parla anche del
futuro di Bastoni: "E' un talento. È stato sfortunato negli
episodi, si è reso protagonista di quella ingenuità della
simulazione in Inter-Juve. Il primo ad accorgersene è stato lui.
Noi lo abbiamo aiutato, perché quando un giovane sbaglia è
giusto che venga corretto ma poi messo nella condizione di
presentarsi ai nastri di partenza come se ciò non fosse
avvenuto. Ritengo sia un grande campione, su di lui ci sono gli
occhi puntati da parte di grandi club prestigiosi in Europa,
anche del Barcellona, ma ancora non concreto. In questo momento
Bastoni è un nostro giocatore, vuole rimanere e noi siamo
contenti di trattenerlo con noi". Peer concludere l'anno c'è
ancora un obiettivo da raggiungere: la Coppa Italia. "Abbiamo
meritato di arrivare in finale, vogliamo onorarla nel migliore
dei modi. Sarebbe bellissimo per noi e soprattutto per Chivu se
riuscissimo a vincere anche questa competizione e avere il
diritto di avere questa stellina per le dieci Coppe Italia
conquistate". Un passaggio anche sul rinnovo die vertici della
Figc con le elezioni il 22 giugno: "Eliminiamo l'aspetto di
litigiosità, siamo in un momento di involuzione, partita dal
2006 dopo i Mondiali vinti in Germania, è iniziata una sorta di
crisi: la base di reclutamento è cambiata, prima tutti si
avvicinano al calcio, ora ci sono distrazioni legate ad altre
attività che attraggono i nostri giovani. Lo sport è un diritto
di tutti ma soprattutto deve essere gratuito. Anche nelle scuole
si deve giocare a calcio, solo così potremo avere una base di
reclutamento maggiore". (ANSA).