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La Kostner ci crede: «La gara è ancora lunga»

La Kostner ci crede: «La gara è ancora lunga»
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Dopo il sesto posto nello short program, con qualche imperfezione di troppo, l'azzurra non si abbatte e promette battaglia: «Ci metto cuore e anima, di più non posso fare»

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mercoledì 21 febbraio 2018 11:09

PYEONGCHANG - Il programma corto non è andato come avrebbe sperato, ma Carolina Kostner non si arrende. La stella del pattinaggio di figura italiano è una combattente e ha voglia di giocarsi ancora le sue carte nel "libero" dell'individuale femminile, per andare ancora a caccia di una rimonta straordinaria. Il podio, in fondo, è distante meno di sei punti.
RECORD E IMPERFEZIONI - Nella gara dei record del mondo delle giovanissime russe (prima l'81.61 della favorita Evgenia Medvedeva, quindi l'incredibile 82.92 dell'ancor più giovane Alina Zagitova), la Kostner ha chiuso con 73.15 punti (35.06 di valutazione tecnica e 38.09 per i componente), con alcune imperfezioni che l'hanno tenuta lontana dal suo personale, quel 78.30 ottenuto un mese fa agli Europei di Mosca. La corsa dell'azzurra, nel libero, sarà sulla canadese Osmond, terza con un vantaggio di 5.87 punti, ma va prestata attenzione anche alla giapponese Miyahara (quarta con 75.94) e all'altra nipponica Sakamoto (quinta con 73.18).
LE PAROLE DELLA KOSTNER - «Nell'atterraggio del loop mi è mancata un po' di prontezza, avrei dovuto essere più spregiudicata - dice con onestà Carolina Kostner, già quarta a PyeongChang nella prova a squadre, che però non si abbatte - La gara è ancora molto lunga. E far ancora parte delle migliori al mondo per me è già una vittoria. Spero di riuscire a pattinare bene, di dimostrare la mia gioia nell'essere qui, in forma e in salute dopo quindici anni di attività ad alto livello. Ci metto cuore e anima, di più non posso fare». E allora la speranza è che "cuore e anima" bastano in quella che potrebbe anche essere l'ultima recita ad alto livello della più forte pattinatrice azzurra della storia. Anche se, in fondo, tra un mese ci sono i Mondiali a Milano. E allora perché non arrivare almeno fin lì...

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