Pechino 2022, Malagò promuove gli Azzurri: "Spedizione da 7,5"

Il presidente del Coni è intervenuto a margine della conferenza stampa che ha chiuso questa edizione dei Giochi invernali: "Abbiamo prestigio"
Pechino 2022, Malagò promuove gli Azzurri: "Spedizione da 7,5"© ANSA
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PECHINO - "Il voto, secondo me, è un 7 e mezzo: siamo stati bravi. La preparazione olimpica, la comunicazione, tutta la parte di Casa Italia, gli atleti". Il presidente del Coni Giovanni Malagò promuove la spedizione azzurra ai Giochi invernali di Pechino 2022 nella conferenza stampa di chiusura: "Come tutte le spedizioni ci sono eccezioni che confermano la regola. Qualche polemica che ha contraddistinto le nostre giornate. Però viene riconosciuto anche e soprattutto dai miei colleghi che l'Italia ha molto prestigio nel mondo dello sport". Le 17 medaglie conquistate (2 ori, 7 argenti e 8 bronzi) sono seconde solo alle 20 di Lillehammer 1994

Malagò: "Resta una spedizione record"

Malagò ha ricordato di aver sempre detto che "avremmo vinto fra le 13 e le 17 medaglie" e quando ne vinci 17 "nessuno può pensare che solo due sono d'oro". Perché una "lettura numerica potrebbe sintetizzare che gli italiani sono molto più bravi a vincere le medaglie che gli ori: questione di centesimi, infortuni, giudizi, ma è qualcosa su cui riflettere. Ma dal punto di vista quantitativo resta una spedizione record", ha aggiunto il numero uno del Coni. C'è un aspetto su cui Malagò si è soffermato: "E' evidente che noi siamo multidisciplinari come nessuno. Sotto il profilo qualitativo del medagliere questo può essere un elemento di debolezza, ma sotto quello della cultura sportiva questo è un valore aggiunto che noi abbiamo. Siamo multidisciplinari ed eclettici".

Malagò: "Tra Tokyo e Pechino siamo a 28 medaglie"

Infatti, ha osservato ancora, "se guardiamo le discipline andate a medaglia in tutto il mondo tra Tokyo e Pechino siamo a 28, questa classifica ci vede al terzo posto nel mondo. Primi Stati Uniti, seconda Russia e terza l'Italia", con le evidenti diversità di popolazione. "Questo è un motivo di grandissima riflessione di politica sportiva che dovrà essere sviluppato con una urgenza ma al tempo stesso è un motivo di grandissimo orgoglio".

 


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