Pagina 2 | Il caso Malagò, Milano-Cortina e il decreto sport: il governo corre ai ripari
Un emendamento ad hoc
Per la legge, 7 membri del Cda devono provenire dallo sport e altri 7 dalla politica. Oggi lo sport ne conta 9: i tre membri Cio italiani (Malagò, Ferriani e Pellegrini), il presidente del Coni (Buonfiglio), il segretario generale (Mornati), il presidente del Cip e il membro del board internazionale paralimpico (De Sanctis e Pancalli) e i due rappresentanti degli atleti. Per la politica sono in campo l’ad Varnier e altri sei per i comuni, le province e le regioni coinvolti. Con Buonfiglio e De Sanctis ce ne sarebbero due di troppo. Senza entrare nelle valutazioni di merito e nel campo delle opinioni, resta l’evidenza: con la proroga a Malagò (e di conseguenza a Pancalli al Cip) non ci sarebbe stato bisogno di prevedere nelle “disposizioni urgenti per l’organizzazione e lo svolgimento dei Giochi” un emendamento ad hoc, che da 14 estende il numero dei componenti «fino a un massimo di 18». D’ora in avanti, tra l’altro, due potranno essere nominati direttamente da Palazzo Chigi.