Milano-Cortina, manca un mese: tutte le previsioni sulle medaglie italiane e lo stato di forma dei big (e non solo)
Un mese esatto ai Giochi di casa nostra. Il 6 febbraio Milano e Cortina, in parallelo, ospiteranno la cerimonia di apertura dell’Olimpiade, la terza invernale in Italia, la quarta in assoluto se calcoliamo anche Roma 1960. Solo gli sport invernali arrivano all’appuntamento clou del quadriennio con un numero così alto di test pre-olimpici. Nei Giochi estivi, nella stragrande maggioranza dei casi, non è così: si lavora per l’Olimpiade e tutto il resto è una tappa di passaggio. In molti, anzi, preferiscono nascondersi. La coppa del mondo invernale, invece, non modifica più di tanto il suo calendario e ogni weekend è l’occasione per testarsi, valutare i progressi, lo stato di forma proprio e degli avversari. Un numero di gare così fitto dà anche la possibilità di capire a che punto siamo, al netto di recuperi miracolosi o intoppi dell’ultima ora che tutti vogliono scongiurare. I Giochi di quattro anni fa regalarono all’Italia 17 medaglie: 2 ori (Fontana nello short track, la coppia Constantini-Mosaner nel curling), 7 argenti, 8 bronzi. L’obiettivo, neanche a dirlo, è fare meglio, magari toccando quota 20. Si può fare? A vedere i numeri non è impossibile. Poi - ma questo è scontato - l’Olimpiade invernale o estiva che sia - sfugge a qualsiasi previsione. Ma chi gioca in casa spesso raccoglie di più e questa volta tocca a noi. Nelle 16 specialità presenti a Milano Cortina, finora i nostri ragazzi sono saliti sul podio in 12, vincendo in 8: biathlon, freestyle, pattinaggio di figura, pattinaggio di velocità, sci alpino, short-track, slittino e snowboard. Tutto questo ovviamente non si traduce in altrettanti ori ai Giochi, perché nei numerosi appuntamenti di Coppa del Mondo, hanno vinto anche altri. Ma dà l’idea di come, anche negli sport invernali, l’Italia conserva la sua caratteristica di saper fare bene un po’ tutto. Di sicuro possiamo giocarcela, sperando nell’acuto proprio il mese prossimo.
Il dato sulle vittorie nelle discipline
La disciplina con più frecce al proprio arco è lo snowboard: 16 podi in Coppa del Mondo, con 6 vittorie, 5 secondi posti e altrettanti terzi posti. Subito dietro lo short track a quota 11 e, in attesa che la portabandiera Arianna Fontana torni al top della condizione, il nome in primo piano è quello di Pietro Sighel che in questa stagione nei 1000 metri ha messo insieme un primo, un secondo e un terzo posto. Più un secondo nei 500 e un terzo nei 1.500. Nove podi con quattro successi nel biathlon dove brillano tre stelle che hanno già vinto quest’anno: Dorothea Wierer (prova individuale il 2 dicembre), Lisa Vittozzi (pursuit il 14 dicembre) e due volte Tommaso Giacomel (sprint il 12 dicembre, pursuit il 13). Non abbiamo podi nello skeleton (ma un quarto posto di Margaglio), nella combinata nordica, nel salto e neanche nel curling che non ha coppa del mondo ma il Grand Slam che è una competizione per club e non per nazionali. Non ci sono riferimenti per l’hockey che ovviamente non ha un circuito di Coppa. Ultimo, ma non ultimo, lo sci alpino che fino a oggi conta 7 piazzamenti sul podio, tre dei quali firmati da Sofia Goggia: il successo nel superG in Val d’Isere il 21 dicembre, i due terzi posti tra discesa e superG a St. Mortiz del 12 e del 13 dicembre. Tre i maschi sul podio: Vinatzer e Franzoni in gigante, Paris nella discesa libera della Val Gardena la settimana prima di Natale. Aspetto il rientro - o il miracolo - di Federica Brignone che negli ultimi giorni sta facendo passi da gigante nella sua rincorsa olimpica a soli 8 mesi dall’infortunio.
