Federica Brignone e il sogno Olimpiadi Milano Cortina: "Non so se ci sarò..."© LAPRESSE

Federica Brignone e il sogno Olimpiadi Milano Cortina: "Non so se ci sarò..."

La campionessa di sci e portabandiera azzurra spera di essere ai Giochi dopo il tremendo infortunio: "Sento dolore e non ho ancora una risposta"
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C'è un grande dubbio in vista delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, in programma dal 6 febbraio prossimo, e riguarda Federica Brignone: riuscirà ad esserci? "Tutti mi chiedono quando tornerò e se ce la farò per le Olimpiadi. Io a oggi non ho una risposta. Sì, penso di poterlo fare, non so ancora quando. Questi giorni mi hanno fatto capire che posso tornare a fare l'atleta e posso tornare a fare le gare, quantomeno in velocità. C'è ancora bisogno di un po' di tempo, perché alla fine sono tornata sugli sci davvero da poco", ha spiegato a Sky Sport lei stessa, che sarà comunque portabandiera per l'Italia. E se alla fine poi non dovesse farcela: "Non mi interessa. Se anche solo dovessi esserci sarà qualcosa di speciale. Non ci ho neanche pensato e non ci voglio pensare".

Brignone portabandiera a Milano Cortina: "Me lo sono meritato"

A tre settimane dal via dei Giochi invernali è ancora tutto possibile per Federica, reduce dal terribile infortunio di aprile 2025 che le costò la frattura di tibia e perone e la rottura del crociato anteriore della gamba sinistra. Da quel dì, tanta sofferrenza e un lungo iter riabilitivo che l'hanno portata, oggi, a sperare di poter centrare la partecipazione alle Olimpiadi. "Sono un evento sportivo magnifico, è qualcosa dove senti veramente di appartenere a una nazione e di rappresentarla. Sportivamente è un'emozione bellissima. Tutto il lavoro che ho fatto da quando mi sono fatta male l'ho fatto anche perché pensavo di poter essere una delle papabili portabandiera. Certo, la scelta poteva ricadere su altri, però con i miei risultati e la mia carriera penso di essermelo meritato, quindi è stata un'emozione grandiosa".

Brignone: "Ecco quando sento ancora dolore"

Brignone ha concluso parlando del lungo pieriodo di riabilitazione e del grande affetto ricevuto: "In tutti questi mesi ho ricevuto un calore e una vicinanza incredibili. In gigante sto bene, però è dove faccio più fatica, con i dolori. Finora ho fatto superG e discesa, devo dire che in velocità va veramente bene. Questa è già un'ottima cosa. Se baratterei una delle mie due coppe del Mondo per un oro olimpico? Mai nella vita. Non c'è proprio paragone. Perché la Coppa del Mondo generale vuol dire essere lo sciatore più forte del mondo in più discipline. Vuol dire fare tutte le gare e fare una stagione, o due nel mio caso, ad altissimo livello, tutti i weekend. Sì, la gara delle Olimpiadi è bella, è una grande emozione, ma è una singola gara. Quel giorno puoi spingere male e non andare a medaglia. Invece vincere una Coppa del Mondo è una pressione, uno stress che dura tutta una stagione: farlo due volte, più le coppe di specialità, è un qualcosa di completamente diverso a livello sportivo".


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