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Brignone e la scelta difficile in vista delle Olimpiadi: “Presto prenderà una decisione…”

Maria Rosa Quario, ex sciatrice e mamma di Federica, fa il punto sullo stato di forma della figlia in vista di Milano-Cortina 

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Pubblicato il 02.02.2026, 09:18

A una manciata di giorni dall'inizio delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, resta incertezza sullo stato di forma di Federica Brignone, appena rientrata dopo il grave infortunio dello scorso aprile, quando si ruppe malamente un ginocchio. A fare il punto della sutiazione, ai microfoni di Rai Radio 1, è la madre Maria Rosa Quario, anche lei sciatrice di alto livello negli anni '80: "La motivazione per essere a questi Giochi è anche quella di fare la portabandiera, è stata una delle molle per farla lavorare ancora di più - le parole di Quario a Radio Anch'io Sport - credo che l'avrebbe fatto comunque dopo l'incidente del 3 aprile. Il suo primo obiettivo era guarire, ma c'era anche l'obiettivo agonistico da raggiungere. Ce l'ha fatta, ha bruciato i tempi, a detta di tutti è stato quasi un miracolo. Il primo gigante era stato molto incoraggiante, con il sesto posto. Le gare veloci, la prova della discesa e il SuperG a Crans-Montana un po' meno, perché Fede si è resa conto di essere ancora un po' indietro soprattutto sotto l'aspetto della fiducia. Domani andrà a Cortina e farà le prove della discesa per valutare come si sente e se provare a fare la discesa. L'anno scorso aveva fatto una stagione incredibile in discesa, aveva vinto la Coppa del Mondo. Però è proprio la disciplina in cui è arrivata più tardi e quella in cui fa più fatica a rientrare. Si va più veloce, ci sono più rischi, bisogna essere veramente pronti ed allenati. Non si può improvvisare. La scelta sulle gare? No, ancora non c'è stata, sicuramente farà il gigante". 

Delusione dopo Crans-Montana

Quario aggiunge altri dettagli su Federica, rientrata alle gare il 20 gennaio in Coppa del mondo: "L'ho sentita ieri. Era un po' sfiduciata dopo l'ultima gara (sabato a Crans-Montana è arrivata 18ª in super gigante, n.d.r.), ma determinata a continuare il suo percorso di recupero. Non mollerà di sicuro, non lascia nulla di intentato, non solo per l'obiettivo olimpico. Ha sempre detto che non voleva che questo infortunio mettesse fine alla sua carriera". Nessun rimpianto per non aver disputato una Olimpiade casalinga. Sulla convocazione di Giada D'Antonio, la più giovane delle azzurre: "Non voglio fare polemica, ma non sono d'accordo con questa convocazione. Lo sport è l'esempio massimo nella vita di meritocrazia. Questa ragazza ha del grande talento, un futuro fantastico, ha dimostrato di essere forte tecnicamente e di testa. Ma non ha le credenziali per essere convocata alle Olimpiadi. Potrebbe rivelarsi anche un boomerang contro di lei. Magari poi ci stupirà, ma nelle gare che ha fatto confrontandosi con altre ragazze della squadra di Coppa Europa non le ha mai battute. Perché lei e non una ragazza del 2002? Questa scelta sinceramente ma non mi trova d'accordo". Infine, sulle possibilità azzurre ai Giochi di Milano-Cortina, dice: "Direi molto bene. Nello sci alpino maschile la pista di Bormio è adattissima a Paris, Franzoni, Casse e Schieder. In discesa e super-g hanno davvero molta possibilità di fare bene. Vedo bene anche le donne, in particolare Sofia Goggia: la pista di Cortina è una delle sue preferite in assoluto. E poi dal biathlon allo short-track, dal pattinaggio al curling, dallo snowboard al freestyle fino allo sci di fondo con Pellegrino, abbiamo tantissime carte importanti da medaglia. Speriamo di poter superare le venti medaglie pronosticate".