Brignone sulle spalle di Mosaner: il botta e risposta virale con la bandiera

Hanno fatto il giro del mondo le immagini da Cortina dei due campioni azzurri: ecco cosa si sono detti. E perché è stato "bello bellissimo"
Erika Primavera
4 min

MILANO -  Tra loro oltre 400 chilometri, ma la stessa emozione. I Fantastici Quattro dell’Italia più unita che mai, con quel Tricolore sventolato nella notte umida di San Siro e in quella ghiacciata di Cortina. Bianco, rosso e verde srotolato dalla città alla montagna, diffuso come i Giochi invernali - anzi, allargati - anche nel numero dei portabandiera: siamo gli unici a sfilare con due coppie di alfieri, uomo e donna, omaggio alla parità di genere, tutti campioni. Arianna Fontana, Federico Pellegrino, Federica Brignone e Amos Mosaner: sono loro a infiammare le Cerimonie d’apertura. 

Federica Brignone e Arianna Fontana, l'emozione delle portabandiera

Per Brignone, un argento (gigante) e due bronzi olimpici (gigante e combinata) tra Pyeongchang 2018 e Pechino 2022, è la quinta partecipazione ai Giochi. Stavolta con un sapore diverso. La tenacia del ritorno alle gare quando tutto sembrava finito, l’orgoglio per il compito che l’ha spinta ancora di più a compiere il suo miracolo, sportivo e non solo, a 10 mesi dal terribile infortunio alla gamba sinistra. Ieri sera ha sfilato pazza di felicità sulle spalle di Amos Mosaner («Ce la fai a portarmi? Sono pesante?» ha chiesto lei, «Vai che è stupendo», ha risposto lui). Quanta strada ha fatto per arrampicarsi fin lassù: due interventi chirurgici, sette ore al giorno di lavoro in palestra, fisioterapia, riabilitazione: tutto per essere a Cortina con il Tricolore negli occhi e tra le mani. «Farlo in casa è davvero speciale. È stata una emozione gigante, una delle più forti che ho provato fuori dalle gare, è un sogno che si realizza. Fin dall’inizio ho pensato che la parte più bella sarebbe stata riuscire a essere alle Olimpiadi, perché è stato un percorso davvero duro e lo è ancora oggi. È stata una sfida quasi impossibile». Mosaner era reduce dalla seconda giornata sul ghiaccio insieme a Stefania Constantini per difendere l’oro di 4 anni fa nel doppio misto di curling. «È stata una giornata indimenticabile, prima le gare e poi la Cerimonia. Sventolare il Tricolore con Federica è stato magnifico e indimenticabile, resterà per sempre nel mio cuore».  Arianna Fontana, la donna italiana più vincente alle Olimpiadi con le sue 11 medaglie, è già stata portabandiera a Pyeongchang 2018. «Ma farlo a Milano, così vicino alla mia Sondrio, è stato davvero incredibile». Sulle note del “Barbiere di Siviglia” in versione disco, è stata “brava bravissima” insieme a Federico Pellegrino, alla testa dei 70 azzurri accolti dal boato di San Siro e dall’applauso del Presidente Mattarella. «Io mi stavo commuovendo, poi è arrivato “Chicco” ad abbracciarmi prima di entrare. Prima di entrare allo stadio abbiamo cantato con tutta la squadra e ci siamo caricati. È stato unico». 

Le parole di Malagò

“Chicco” si prepara a chiudere il suo quarto cerchio e una carriera culminata in due argenti olimpici. «Mamma mia che figata! Non mi aspettavo una cosa così forte, è stato indimenticabile». E poi in coro l'augurio all’Italia: «Daje raga, ci siamo». Già, ora tocca a voi. «Non sono mai stato così orgoglioso di essere italiano. Ora è il vostro momento - dice il presidente del Comitato organizzatore, Giovanni Malagò, rivolto a tutti gli atleti - L’Italia apre le sue braccia al mondo, dall’eleganza e dallo stile di Milano alle meraviglie della montagna di Cortina». Occhi e cuori sono già spalancati. 

 


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