Casco vietato allo skeletonista ucraino: il CIO dice no al tributo agli atleti morti in guerra
Sul casco aveva scelto di portare i volti di atleti ucraini morti in guerra, trasformando l’equipaggiamento di gara in un tributo alla memoria. Ma il Comitato Olimpico Internazionale ha detto no. Allo skeletonista ucraino Vladyslav Heraskevych non sarà consentito gareggiare con quel casco, perché ritenuto in violazione della Regola 50 della Carta Olimpica, che vieta manifestazioni o propaganda all’interno dei siti olimpici.
Il casco dell’ucraino e il no del CIO
Heraskevych, quarto ai Mondiali 2025, aveva già utilizzato il casco in allenamento a Cortina. Lunedì sera, però, è arrivato il divieto ufficiale: secondo il CIO, l’iniziativa non può essere ammessa in gara. L’atleta ha spiegato che inizialmente la federazione ucraina non aveva richiesto un’autorizzazione formale e che solo in un secondo momento un rappresentante gli ha comunicato lo stop definitivo. Il diretto interessato respinge con forza l’interpretazione di messaggio politico. A suo dire, si tratta esclusivamente di un omaggio a membri della "famiglia olimpica", alcuni dei quali ex medagliati a livello giovanile, uccisi durante il conflitto. Sul casco compaiono, tra gli altri, il pattinatore artistico Dmytro Sharpar e il pugile Pavlo Ishchenko, simboli di una generazione di sportivi spezzata dalla guerra.

Il presidente Ucraino Zelensky rilancia l’iniziativa
Non è la prima volta che Heraskevych prende posizione pubblicamente: nel 2022, alle Olimpiadi di Pechino, mostrò il cartello “No War in Ukraine” senza incorrere in sanzioni. Per questo sperava in un via libera analogo anche in questa occasione. "È importante rendere omaggio e mostrare il prezzo della libertà dell’Ucraina", ha dichiarato. In un video diffuso sui social, l’atleta ha parlato apertamente di ingiustizia: "Queste persone non avrebbero dovuto lasciarci a un’età così giovane". Il messaggio ha avuto un’eco internazionale ed è stato rilanciato anche dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha difeso l’iniziativa di Heraskevych. "Questo casco mostra i ritratti dei nostri atleti uccisi dalla Russia – ha scritto –. Non è una manifestazione politica, ma un promemoria per il mondo del prezzo che l’Ucraina sta pagando".