De Carli: "Ecco perché Brignone ha già fatto un miracolo a recuperare. Lindsey Vonn? Ha deciso di rischiare"

Il chirurgo Angelo De Carli esperto in ortopedia e traumatologia e medico nello staff della nazionale italiana di calcio: "Per Federica un recupero molto complesso e quasi impensabile in questi termini"
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di Valerio Minutiello
di Valerio Minutiello

6 min

Pubblicato il 11.02.2026, 14:47 (Aggiornato il 11.02.2026, 14:59)

CORTINA - Federica Brignone sta combattendo contro il dolore per essere in pista domani al SuperG alle Olimpiadi di Milano-Cortina. Per qualche attimo nella tarda mattinata di oggi sono trapelate voci di un possibile forfait, ma per fortuna sono svanite con la conferma della sua presenza. In discesa libera si è gestita, e adesso la Tigre non può fermarla niente e nessuno. Comunque vada, ha già fatto un miracolo ad essere in pista dopo il grave infortunio subito il 3 aprile dell'anno scorso. Lo conferma anche il Professore Angelo De Carli, chirurgo specializzato in Ortopedia e Traumatologia e in Medicina dello Sport, e membro del team medico della nazionale italiana di calcio: "L’infortunio della Brignone è stato complesso - spiega De Carli - perché ha riportato due lesioni molto gravi del ginocchio, soprattutto una grave frattura scomposta per cui è stato necessario l’intervento chirurgico di osteosintesi: quindi il recupero è molto difficile, e solo con un carattere come quello della Brignone si riesce a dedicarsi completamente al recupero che è stato effettivamente stupefacente. Si può dire che lei e lo staff che l'ha seguita hanno fatto miracoli perché la sciatrice ha già ottenuto un ottimo risultato nella discesa libera. Ora c’è il SuperG e vedremo, probabilmente anche lei sa di non poter essere al 100 %, però l’importanza della gara è troppo grande e quindi si è dedicata anima e corpo a un recupero molto complesso e quasi impensabile in questi termini”.

Brignone e il recupero lampo: "I tempi in genere sono più lunghi"

La Tigre ha fatto qualcosa che non appartiene ai comuni mortali, e domani è pronta a farci emozionare. I tempi per un infortunio del genere sono nettamente più lunghi: “Solo per una lesione del crociato, oggi siamo quasi tutti d’accordo che il recupero avviene dai 6 ai 12 mesi con la certezza di avere meno rischio di recidiva quanto più si aspetta. In più c’è la frattura, all’inizio non si può poggiare il peso, quindi i tempi normalmente sono molto più lunghi”.

Lindsey Vonn: "L'infortunio al ginocchio può aver influito"

Dalla Brignone a Lindsey Vonn. Negli occhi di tutti c'è ancora quel terribile infortunio nella gara di discesa libera che ha fatto calare il gelo su Cortina. Adesso tutti si chiedono se abbia avuto senso gareggiare con il crociato anteriore sinistro rotto: "La decisione di gareggiare è stata solo sua probabilmente, anche perché lo sci è uno sport individuale e si sceglie di rischiare in prima persona. L’atleta ha detto che la lesione al crociato non ha influito sull’incidente, io ho comunque dei forti dubbi. La sciatrice sicuramente nella gara non ha pensato all’infortunio e voleva dare il 100% per cercare di vincere la medaglia d'oro, però non si può escludere che una lesione così grave del ginocchio, soprattutto se è avvenuta così pochi giorni prima della competizione possa in qualche modo avere un minimo condizionato la performance. Qualcosa probabilmente non ha funzionato perfettamente: infatti la curva è a destra con lo sci esterno sinistro che sopporta tutto il carico del corpo. Probabilmente qualcosa ha influito su quel minimo spostamento rispetto a una porta che solitamente è difficile inforcare così presto nella della discesa". 


"Crociato rotto? Si può gareggiare. Alcuni calciatori ci hanno giocato a lungo"

Come ha fatto solo ad allenarsi e a gareggiare con il crociato rotto? Il Professor De Carli spiega che non è impossibile: "Non tutte le lesioni del crociato sono uguali, probabilmente ha riportato una lesione isolata del legamento crociato anteriore quindi senza danni associati a collaterali e all'esterno che provocano più dolore e gonfiore. Per cui non è impossibile che una persona magari a una settimana da una lesione del crociato, lo percepisca quasi normale. Esiste anche una piccola percentuale di lesioni del crociato che può andare avanti con un trattamento conservativo, ma ovviamente la guarigione del crociato lesionato comporta sempre mesi di attesa non giorni. È ovvio che lei andando incontro a questa scelta abbia accettato dei rischi piuttosto importanti. Ci sono anche dei calciatori (ovviamente sono eccezioni) che hanno fatto una carriera, anche a livello internazionale, con una lesione non operata del crociato, in assenza di lesioni associate”. 


Lindsey Vonn, quale futuro?

Ora tutti si chiedono se a 41 anni ci stupirà ancora: “L’infortunio è abbastanza grave, e il percorso di recupero può essere molto lungo. Il padre ha già detto che ha chiuso con gli sci. Da lei però mi aspetto una reazione. Già ha superato diversi momenti difficili e quando ha recuperato dall’infortunio all’altro ginocchio ha stupito tutti. Ovviamente non sono cose da consigliare ai pazienti normali”.