Il New York Times celebra Federica Brignone e cita Sinner, ma che frecciata al calcio italiano
Un lungo lunghissimo articolo. E meritato, molto meritato. Il New York Times, con il suo inviato a Cortina, celebra l'eroina Federica Brignone con un articolo che ripercorre la carriera di una campionessa straordinaria e regala il giusto omaggio al trionfo olimpico. C'è, però, una frase che colpisce perché fotografa la realtà: mentre l'Italia del calcio non ha stesse e non sa ancora se parteciperà al Mondiale - sarebbe il terzo flop di fila - gli altri sport regalano campioni e personaggi. Si legge: "Negli ultimi anni, l'Italia non è riuscita a produrre una stella emergente nel suo sport preferito, il calcio, e fino all'arrivo di Jannik Sinner nel tennis, Brignone era al vertice della piramide degli eroi dello sport italiano. Ha vinto 37 gare di Coppa del Mondo e tre medaglie olimpiche, ma mai un oro". Che, adesso, è arrivato. Nel modo più bello e inaspettato. Non a caso, l'impresa di Federica trova ampio spazio non solo negli Usa, ma in tutti i media stranieri.
Brignone campionessa olimpica, cosa scrive il New York Times
Dice ancora il New York Times: "Giovedì, Brignone ha affrontato una discesa selvaggia lungo un percorso impegnativo che includeva una serie di salti in curva, un'impostazione che sostanzialmente richiede agli sciatori di cambiare direzione a mezz'aria. Brignone sembrava sul punto di toccare la neve almeno due volte. Ha quasi mancato diverse porte. Ogni volta, però, si è ripresa e ha puntato spalle, fianchi e punte degli sci verso valle. Ha tagliato il traguardo con un vantaggio di 76 centesimi di secondo. Ha alzato i pugni mentre la tribuna cittadina, che includeva il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e Kirsty Coventry, presidente del Comitato Olimpico Internazionale, esplodeva per lei. Per sei anni, la gente le ha chiesto di questa competizione. Ironicamente, il suo potere magico derivava dall'infortunio che le rendeva difficile camminare, figuriamoci sciare. Questo l'ha liberata da qualsiasi pressione per la prestazione. La sua emozione principale era la gratitudine per la possibilità di gareggiare dopo tutto quello che aveva passato". Ed è così che ha trovato la sua strada: in attesa del calcio e che Sinner dimentichi la batosta australiana, è lei l'eroina italiana.