Le Olimpiadi di Mattarella: il cavaliere bianco
I capelli bianchi, il piumino bianco, bianco il sorriso e per tutti. E la dolcezza del Carl Fredricksen di Up. Milano-Cortina ha già un protagonista assoluto, tra i non atleti, è il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il cavaliere bianco capace di catturare tutte le attenzioni e infondere slancio e profondità in ciò che fa, senza trascurare il proprio divertimento.
Mattarella olimpico, come a Parigi, appassionato al punto da saperne più di molti telecronisti ma anche sportivo nello sminuire la propria competenza, criticato solo da chi non ha digerito la potenza comunicativa del messaggio che ha trasmesso.
Gli atleti hanno salutato volentieri solo lui, con lui hanno parlato, sentendolo straordinariamente vicino.
Il cavaliere bianco ha reso laterali le altre istituzioni presenti tanto alla cerimonia d’apertura quanto sulle piste, si è appropriato dei Giochi ponendosi come figura solo apparentemente disimpegnata: in realtà ha ribadito che attraverso lo sport si diffondono i valori della fraternità umana e della condivisione.
Mattarella pop e on stage mi ha ricordato il Pertini di Spagna 82, anche se non s’è fermato a giocare a scopa con i medagliati.
PS. La morale è che…. al cavaliere bianco non gli devi cagà er c....!
